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Isola di Pasqua. Spunta una nuova ipotesi degli scienziati

Rapa Nui è il nome dato dai nativi alla più comunemente nota Isola di Pasqua, piccolo lembo di terra sperduto in mezzo all’Oceano Pacifico, a circa 3.000 km dal Cile. Tra il 1500 e il 1700 d. C. ebbe origine un rapido declino della civiltà insediata, fino a quel momento rigogliosa e fertile.

L'Isola di Pasqua: ritratto del luogo più isolato del mondo | Ohga!

Tra le varie ipotesi fatte per conoscere le cause, ne è stata elaborata una recentemente, attraverso l’analisi dei sedimenti nel terreno. Si è così compresa la dimensione della tragedia avvenuta, cioè un vero e proprio suicidio ecologico. La grande presenza di carbone e di polline dell’erba sono segno che all’epoca le praterie si diffondevano e le foreste si diradavano: la popolazione in crescita tagliava alberi più velocemente di quanto la foresta crescesse, si abbattevano alberi per avere legna da ardere, per costruire canoe, per far posto alle coltivazioni e per trasportare le statue.

Di conseguenza la grande palma si estinse e si ebbe un effetto domino devastante: niente più legname significava niente imbarcazioni per la pesca d’altura e quindi niente più pesce, ma anche più esposizione al vento e al sole e quindi più erosione e inaridimento del terreno. Iniziò così una grande carestia e lo si intuisce anche attraverso le statuette di legno votive fatte in questo lasso di tempo: queste immagini sacre mostrano infatti delle figure magre con le costole molto visibili e i volti scavati, segni inequivocabili di fame e penuria.

Isola di Pasqua: il punto sulla fine di Rapa Nui - Focus.it

Ed è proprio in questo periodo che probabilmente gli isolani si rivolgono a l’unica fonte di cibo e di carne abbondante sull’isola: gli altri esseri umani.

Non esistono prove dirette e sicure, ma quasi tutti gli archeologi sono concordi nel ritenere che si diffuse in questo periodo il cannibalismo e lo si capisce anche da piccole prove, come per esempio nella tradizione orale degli insulti rimasti nel tempo, uno fra tanti: “Ho ancora dei pezzi di carne di tua madre conficcati nei denti”.

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