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Roccamonfina. Cinipide, lotta biologica o uso di fitofarmaci? Parla il biologo Bevilacqua

DiThomas Scalera

Apr 13, 2017

Con una nota pubblicata sul proprio profilo Facebook l’ex amministratore locale nonchè biologo Dott. Fiorentino Bevilacqua interviene in merito alla questione della lotta al cinipide galligeno, la vespa cinese che ha attaccato i castagni del comprensorio vulcanico di Roccamonfina. “Quando finirà l’incubo del cinipide? E’ questa la domanda che si pongono i castanicoltori roccani e ad essa si può rispondere in due modi. – afferma BevilacquaVisto quanto fatto finora in termini di ‘lanci’ dell’antagonista, si può aspettare che le cose si risolvano oppure si può costruire un ‘modello’ che permetta di prevedere quali condizioni dovranno verificarsiper avere, il prima e meglio possibile, la desiderata soluzione del problema creato dal cinipide galligeno del castagno”. Per Bevilacqua bisogna riuscire ad indentificare quegli elementi scientifici che consentano, attraverso lo studio e l’analisi sul campo, di effettuare una lotta biologica “mirata” che risulti dunque più efficace e non utilizzare prodotti fitosanitari. La recente modifica alla legge regionale sul comparto che assimila i castagneti a “frutteti”, potrà scatenare infatti una corsa all’uso di prodotti fitosanitari autorizzati dalle autorità regionali. “Adottare un modello non sarebbe uno sterile esercizio accademico ma potrebbe tornare utile per guidare la gestione dei lanci del Torymus Sinensis e del castagneto stesso in senso generale – spiega Fiorentino Bevilacqua. Con il modello si potrebbe capire quanto siamo lontani dalla situazione ottimale e cosa, quindi, bisognerebbe realmente fare per raggiungerla; quando ci si dovrebbe fermare o quanto dovremmo rallentare con i lanci, dove farli e dove fermarsi. Si potrebbe così risparmiare denaro pubblico destinandolo magari alla ricerca sulla castanicoltura o al sostegno alle aziende colpite”. Bevilacqua inoltre si sofferma anche sulle variazioni colturali che stanno eseguendo molti operatori del settore. L’innesto di varietà di castagne resistenti al cinipide rischia di far scomparire le cultivar locali ma su questo aspetto Bevilacqua afferma: “Non ha senso dire di non capitozzare, di non sostituire impianti centenari di varietà locali con cultivar estranee al territorio ma resistenti alla ‘vespa cinese’ a chi, trovandosi in difficoltà, non ha un barlume di speranza perchè non ha nessuna informazione che possa fargli recuperare un minimo di fiducia”. Attualmente la popolazione dell’insetto antagonista del cinipide ancora non sembra aver raggiunto il numero necessario per contenere “numericamente” quella della vespa cinese. Ulteriori lanci delle coppie di insetti antagonisti saranno effettuati a breve nel comprensorio vulcanico. Restano i dilemmi circa i controlli da parte delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine sull’uso di sostanze proibite nel territorio che potrebbero rendere inefficace la lotta biologica con grave danno per i castanicoltori e soprattutto per l’intero ecosistema locale.

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Thomas Scalera

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