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Turismo, nel nostro paese gli stranieri superano gli italiani

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E per il 2019 è previsto un trend in crescita

Con l’arrivo (finalmente) delle belle giornate, si può e si deve (finalmente) programmare l’imminente stagione turistica. Nel nostro paese l’ottimismo prevale sui dati altalenanti degli ultimi 5 anni, seppur il 2018 è stato positivo in ogni stagione.

Ad affermarlo è un recente Rapporto sul turismo presentato dal CNR, che conferma la sensazione avuta da molti addetti ai lavori secondo la quale le presenze dei turisti stranieri hanno superato quelle degli italiani.

Sempre secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche il sorpasso, per la verità, si è avuto già nel 2017. Il 2018 ha confermato tale tendenza. Per  il 2019 la previsione segue la stessa onda. Addirittura si stima un’ulteriore crescita del 4% rispetto allo scorso anno.

Una notizia che, se confermata, farebbe la gioia di tutti gli operatori turistici. Gli stranieri, è risaputo, “spendono” in maniera diversa i loro soldi quando sono in vacanza.

La notizia è stata commentata positivamente anche dal ministro con delega al turismo Gian Marco Centinaio, secondo il quale «Il marchio Italia vale più che mai».

Questi i numeri del rapporto CNR: nel 2017 i turisti stranieri nel nostro paese sono stati 210 milioni 658mila, contro i 209 milioni e 970mila “residenti”.

Nel 2018 i dati evidenziano un’ulteriore crescita degli arrivi dall’estero pari al 4% rispetto all’anno precedente. Un trend che gli analisti confermano anche per l’anno in corso.

Con il segno “+” anche i dati del settore alberghiero ed extra alberghiero. Secondo un’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo, l’anno passato registra ben 426 milioni di pernottamenti, con un +1,4% rispetto al 2017.

La rilevazione è stata effettuata su un campione di 1.613 imprenditori del settore ricettivo su tutto il territorio nazionale. Anche per loro le prospettive del turismo in Italia nel 2019 sono “abbastanza” positive.

Il 25,7% del campione prevede un trend in ulteriore crescita della domanda turistica. Il 55,2% “firmerebbe” per confermare i risultati del 2018 e il 19,1% teme invece una stagione negativa.

Restando agli operatori turistici, nel nostro Paese sono ancora tanti quelli che lamentano politiche economiche assenti o per niente efficienti da parte dello Stato per rilanciare definitivamente il comparto.

In molti casi, in alcune zone turisticamente “borderline” del nostro Paese, si parla ancora di crisi economica e di crollo totale del sistema senza interventi efficaci.

Eppure, i più ottimisti prevedevano che, già nel 2018, l’Italia fosse costretta a fronteggiare il fenomeno dell’Overtourism. Ci si aspettava, cioè, che il bel paese si trovasse a vivere una situazione di incapacità nella gestione degli abnormi flussi di vacanzieri.

Questa situazione di “sovraffollamento turistico” la vivono già da alcuni anni l’Inghilterra e soprattutto la Spagna che mettono in campo tutti gli strumenti necessari e le politiche varie per contrastarla.

In Italia possiamo parlare di Overtourism solo per i soliti nomi: da Ravello a Capri per citare le piccole realtà nostrane, fino alle città d’arte con Venezia, Firenze, Roma, Milano e Verona su tutte.

Questo conferma che, comunque sia, il grosso dei flussi turistici nel nostro Paese si concentra – e continuerà a concentrarsi – soprattutto al Nord e al Centro.

Le regioni italiane che ne ricavano maggiori risultati economici sono, infatti, la Lombardia, il Lazio, la Toscana, il Veneto e l’Emilia Romagna.

A preoccupare, quindi, è la latitanza dalle prime posizioni delle regioni del Sud. La speranza per il 2019, è tutta concentrata su Matera Capitale Europea della Cultura. L’auspicio è che la Città dei Sassi  possa fare da traino alle splendide, uniche e meravigliose città del Meridione.

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