• Dom. Ott 17th, 2021

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VITERBO/PIEDIMONTE MATESE. Sabato 26 novembre si è svolto a Viterbo un Convegno di studi sulla Tutela della dignità ed incolumità fisica e psicofisica della donna attraverso la cultura del rispetto, presso la Biblioteca Consorziale, organizzato dalla Associazione Donna Olimpia e dall’ O.N.P.S., con il patrocinio della Prefettura di Viterbo e della Questura di Viterbo. Il convegno si inserisce nell’ambito del progetto sul femminicidio “Un pesce in una biglia” e in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Importanti esperti in campo medico, legale, psicologico e psicoterapeutico si sono confrontati sulla tematica del femminicidio sotto diversi aspetti, trovandosi d’accordo su un dato: la violenza sulle donne è un fatto culturale, non legato ad alcuna fascia sociale e pertanto il primo intervento di sensibilizzazione deve essere compiuto all’interno della famiglia, il tutto coadiuvato dalla scuola.
I temi trattati dai relatori sono stati presentati dalla Prof.ssa Maria Elena Piferi, ideatrice del progetto “Un pesce in una biglia” e dalla Dott.ssa Claudia Corinna Benedetti, Presidente O.N.P.S. e Ambasciatrice di Pace Universal Peace Federation e hanno riguardato:
Diffondere, attraverso percorsi formativi ad ogni livello, partendo dalle scuole, la cultura
della sicurezza, giustizia e legalità insite in quelle della “tutela dei diritti”.
Analizzare, col supporto dei dati, il contesto di accadimento e le motivazioni scatenanti il gesto.
Diffondere, attraverso percorsi formativi mirati, la cultura della sicurezza, della giustizia e
della legalità insite in quella della “tutela dei diritti”.
Fornire una esauriente e corretta comunicazione, informazione e formazione, per
comprendere le cause della violenza.
Approfondire ed analizzare le leggi nazionali e regionali in materia di violenza e commentare
le più significative sentenze della Corte di Cassazione anche in materia di stalking.
Snellire le procedure processuali e dare certezza della pena.
Analizzare il panorama dell’attuale rete di ascolto territoriale e proporre eventuali azioni
migliorative.
Analizzare le attuali modalità di gestione dei minori a seguito di episodi di femminicidio e
ricercare soluzioni idonee per supportarli a livello psicologico, sociale ed economico.
Gli interventi sono stati moderati dalla giornalista RAI e Presidente de “Il Cantiere”, Camilla Nata, al termine dei quali è stata presentata la forte testimonianza dell’artista Adele Ceraudo, in arte Lady Bic, proprio perché le sue opere sono interamente realizzate attraverso l’uso di una penna bic. Nel suo caso è stata proprio l’arte ad aver avuto un ruolo fondamentale per riprendere in mano le redini della propria vita.
Presenze solidali al convegno le artiste matesine Anna e Mirella Zulla che in questa occasione hanno esposto delle loro opere proprio sul tema del femminicidio. In particolare: l’artista Anna Zulla ha esposto l’opera “La forza delle Donne”, precedentemente presentata all’ “Art Shopping 2015” presso il Carrousel du Louvre, a Parigi.
“L’opera vuole esprimere la forza interiore che ogni Donna possiede nell’attesa di essere sprigionata. Solo un atto di estremo coraggio può spezzare quelle catene che attanagliano il suo spirito. E così, come una stella splendente di nuova luce e bellezza, si apre al mondo”. [La forza delle Donne – Anna Zulla]
Mentre l’artista Mirella Zulla ha presentato l’opera “My Hope”, esposta in occasione dell’EXPO INTERNAZIONALE DI ARTI VISIVE 2016 – “Premio Bonaventura Da Peraga: in mostra con Dalì”, presso il Castello dei Da Peraga di Vigonza-Padova.
“L’opera simboleggia una ritrovata speranza dopo un lungo periodo di buio e aridità. Vuole essere un inno alla vita, quella vita riconquistata dopo aver vissuto nel terrore di perderla”. [My hope – Mirella Zulla]

Anna Zulla
Anna Zulla
Mirella Zulla
Mirella Zulla
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Thomas Scalera

Il Guru