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Caserta Decide, 100 giorni in Consiglio comunale: com’è andata

Caserta Decide: “Incontro sui nostri primi 100 giorni in Consiglio comunale”

Sabato 12 marzo la coordinatrice di Caserta Decide Sara Femiano e il consigliere Raffaele Giovine hanno raccontato i primi 100 giorni in Comune.

Si è parlato soprattutto di ambiente e progettazione urbana, per il movimento necessariamente vincolati: “Prima di partecipare ai bandi e ai fondi PNRR è necessario avere una visione di città e la nostra è quella di una Caserta sostenibile, dove non vengano più edificate strutture che non rispondono ai bisogni della cittadinanza, come il nuovo progetto sui 300 appartamenti previsti nella zona di Puccianiello o il nuovo polo commerciale di via Borsellino che prima era una zona verde,” spiega Giovine.

Sono stati poi enumerati alcuni risultati del movimento: l’adesione del Comune su sollecitazione di Giovine al progetto SIBaTer, che consiste nella mappatura dei territori incolti; l’individuazione di un bene confiscato in Corso Trieste, che potrebbe diventare un osservatorio ambientale; l’aumento del numero dei beneficiari per i buoni spesa; un’interrogazione sulla Cappella medievale di Parco Robinson.

Dalle curiosità dei presenti sono emerse due questioni centrali nel dibattito casertano: a che punto siamo con il Macrico e con l’approvazione di un Piano urbanistico a consumo di suolo zero?

Femiano e Giovine hanno spiegato lo stato di avanzamento del Macrico, la volontà della Curia di volerlo restituire alla cittadinanza a condizione, alla quale Caserta Decide si accorda, che sia dichiarato area F2, ovvero area non edificabile ulteriormente.

Per il PUC il consigliere ribadisce: “Serve una visione di città, e bisogna mobilitarsi insieme, in un confronto senza polemiche tra gli attori e le attrici dell’Ente, per realizzare un PUC che risponda alle reali esigenze della cittadinanza, prima che il piano venga commissariato alla Regione perdendo la chance fondamentale di riqualificare la città.”

La coordinatrice del movimento ha spiegato che “L’emergenza sanitaria negli ultimi mesi non ci ha permesso di vivere la nostra sede come avremmo voluto. Lavoreremo perché diventi un posto animato da iniziative, incontri, un posto aggregazione di tutti e tutte. Abbiamo ribadito la nostra volontà di proseguire nel confronto diretto con i cittadini e le cittadine nelle piazze delle città durante le nostre Agorà: siamo stati e saremo il contatto tra le persone che vivono la città e le istituzioni.”

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