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Nocera Inferiore. All’Umberto I arrivano dispositivi anti Covid-19

Il professore Pietro Balzano, docente di Tecnologia nella scuola media ‘Opromolla – Galvani ‘ di Angri, ha donato dispositivi anti covid -19 all’ ospedale Umberto I

Il Dottore Apre ringrazia, “A causa dell’emergenza sanitaria, l’ospedale ha penuria di materiale sterile per la prevenzione”

Il professor Balzano consegna il materiale ad un volontario

Nocera Inferiore. Questa mattina all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore l’ ingegnere Pietro Balzano, di Cava Dei Tirreni, ha fatto recapitare delle mascherine con visiera costruite con la sua stampante 3D, come contributo all’emergenza sanitaria causa coronavirus che sta attanagliando il 90% del nostro Pianeta. A ritirare il materiale è stato un infermiere volontario che ha consegnato il tutto alla collega, Anna Ragozzino dell’UTIC,  unità di terapia intensiva coronarica, che ha poi provveduto ad informare della donazione il Direttore, Dottor Aprea.

Il Dott. Aprea e l’infermiera Anna Ragozzino

L’Ospedale di Nocera inferiore si trova in difficoltà perché manca il necessario per proteggere e tutelare il lavoro di tutto il personale sanitario.

Agli inizi dell’emergenza, Il professore Balzano ha costruito ed inviato valvole e mascherine nelle zone fortemente colpite dal virus come contributo da libero cittadino, inoltre è stato supportato dalla dirigente scolastica, la professoressa Mariarosaria Napoliello e dal comitato dei genitori.

Il professore è stato così gentile da rispondere ad alcune delle nostre domande.

Professore buongiorno e grazie per averci dedicato un po’ del suo tempo. Possiamo avere qualche informazione su di lei per i nostri lettori?

“*sorride* Dunque, sono un ingegnere informatico, sono anche un docente presso la scuola media di Angri ‘Galvani – Opromolla’, amo lo sport come la canoa, sono sposato ed ho una figlia di 15 anni. Amo il mio lavoro e sono curioso della vita, della conoscenza e mi piace dedicare tempo allo studio di nuove tecnologia e dell’uso che ne possiamo fare”

maschera trasformata in respiratore

Com’è nata questa sua iniziativa nobile?

“ All’inizio della pandemìa ho ritenuto opportuno dare il mio contributo. Ho creato tramite la stampante 3 D delle valvole che servono valvole  per poter trasformare le maschere da snorkeling di Decathlon in respiratori e per i pazienti ed il personale medico delle mascherine con la visiera per tutti gli operatori degli ospedali con dei para orecchie in modo tale da evitare i fastidi dovuti agli elastici. Ho inviato tutto all’ospedale di Bergamo fortemente colpito dalla situazione. Inoltre, la Dirigente scolastica insieme all’assessore Alberto Barba si stanno prodigando per coinvolgere le altre scuole del territorio in modo tale da ampliare questo progetto. Da Battipaglia, invece, ho ricevuto il contributo sia di una scuola e sia dall’azienda Farmlab, specializzata nelle scelte strategiche e la soluzione dei problemi in campo ambientale, per la riduzione dei costi globali della gestione ambientale, il miglioramento del rendimento degli impianti tecnologici ed il risparmio energetico. Al momento ho stampato circa ottanta mascherine con la visiera, trenta valvole per i respiratori e cento fascette per le orecchie. Non mi fermerò certo qui, mi serve solo pazienza e tempo, come dico sempre ai miei studenti, per fare un buon lavoro”

le visiere costruite dal professor Balzano

Professore, visto che ha citato i suoi ragazzi, come sta vivendo questa situazione lavorativa?

“Male, io ho bisogno di lavorare avendo contatto con loro, ho otto classi e cerco di fare del mio meglio per seguirli da casa utilizzando queste piattaforme. All’inizio è stato tutto bello : I flash mob, lavorare da casa senza lo stress di guidare, passare più tempo con la famiglia, ma poi stanca. Ho bisogno,come i miei colleghi di avere quel contatto umano, di confrontarci e di stare con i ragazzi. Le lezioni si svolgono online,  dopotutto, l’anno deve concludersi e il programma deve essere portato avanti ma in primis io voglio sempre sapere come si sentano e come passano il loro tempo. La cosa positiva è che stanno riscoprendo la voglia di stare insieme, non di avere l’ultimo cellulare, né il capo firmato, di cui farebbero volentieri a meno pur di passare del tempo con i loro amici. Non vedo l’ora di riabbracciarli”

Professore, ritornando alla sua donazione,come è entrato in contatto con l’ospedale di Nocera?

“Sono stato contattato da due infermieri Catello Pezzatini e la signora Monica Bove. Mi hanno parlato delle difficoltà che hanno nell’ avere materiale utile per proteggere gli operatori sanitari, medici ed infermieri. Volevano anche pagare per poter avere le mascherine con le visiere ma non ho voluto, è il mio contributo per la causa. Anche alcuni genitori dei miei alunni volevano contribuire economicamente per far sì che io comprassi una nuova stampante e il materiale necessario. Questa situazione ci sta facendo capire quanto sia grande il cuore delle persone. “

Ha già fatto delle consegne di materiale?

“ Sì, ho già consegnato alla signora Bove le valvole per i respiratori per i pazienti ed il personale medico e i para orecchie, inoltre, nella giornata di sabato, la signora ha ritirato quattro pacchi di maschere con visiera che dovranno essere poi consegnati al Dirigente Sanitario dell’Ospedale di Nocera”

Se per caso arrivassero richieste da altri ospedali, strutture, lei sarebbe sempre disponibile nel dare loro un contributo anche dietro compenso?

“Darò sempre il mio contributo a chi ne avrà bisogno, devo avere solo il tempo di creare ciò che è necessario. Il mio ufficio è il mio garage, inizio la mattina a stampare e nel frattempo seguo il mio lavoro da docente. Chi ne avesse bisogno mi può contattare tranquillamente. “

Professore come sarà la nostra situazione a fine pandemia secondo il suo punto di vista?

“ Non sarà facile la ripresa, in tutti i settori. L’economia ha subito un forte colpo, anche il mondo dell’istruzione è stato stravolto, ma dobbiamo essere in grado di adeguarci, dobbiamo essere flessibili e quindi daremo comunque il massimo. Penso,però che ci vorranno alcuni mesi per rimettersi in piedi”

Grazie Professore per ciò che sta facendo, continueremo a seguire il suo operato.

Grazie a voi”

Dopo aver conosciuto il professore Balzano abbiamo avuto una conversazione con la signora Monica Bove, infermiera dell’Ospedale Umberto I.

Assessore Alberto Barba, Pietro Balzano e Monica Bove

Salve signora Bove grazie per averci dedicato del tempo, mi permetta di chiederle in primis come sta e com’è la situazione nel plesso ospedaliero presso cui lavora?

“ Buongiorno a voi,si sto bene grazie. La situazione in ospedale è abbastanza complessa. Fronteggiare questa emergenza non è stata facile ma ce la stiamo mettendo tutta per fare del nostro meglio come i nostri colleghi negli altri ospedali.”

Come ha conosciuto il professore Balzano?

“ Il mio collega, Catello Pezzatini mi ha parlato dell’operato di questo docente, ci siamo messi in contatto ed abbiamo chiesto la gentilezza di poter avere anche noi del materiale. Il mio collega al momento, è in prima linea al nord per aiutare gli ospedali che stanno riscontrando maggior difficoltà ed io sono rimasta in contatto con il signor Pietro Balzano per il ritiro del materiale donato all’ospedale”

Al momento quali reparti hanno beneficiato di questo materiale?

“ La consegna dal Dirigente sanitario verrà effettuata martedì perché sarò di turno a lavoro, e verrà dato materiale a tutto il personale che è esposto in prima linea con il contagio. “

Cosa direbbe ai nostri lettori in questo momento così delicato?

“Continuate ad avere l’accortenza di proteggervi, di mantenere e rispettare le regole. Noi siamo chiamati in prima linea, abbiamo risposto per fare il nostro dovere che viene in primis, abbiamo scelto la nostra professione con il cuore. C’è tanta paura di contagiarsi e di contagiare chi ci sta vicino. Viviamo in uno stato d’ansia perenne ma dobbiamo farlo. Io ad esempio, vengo prima a lavoro per dedicare tempo al lavaggio delle mani e alla vestizione. Ogni dettaglio va curato. Invito i miei colleghi a continuare a lavorare con il cuore e dare tutto se stessi”

Documento senza titolo

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Marianna D’Antonio
Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell

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