• Sab. Lug 2nd, 2022

Gravina se la prende con i club e minimizza il più grande fallimento della storia del Calcio italiano

multicolored soccer ball on green field

L’Italia sarà di nuovo fuori dai Mondiali. La storia si è ripetuta dopo essere stata esclusa dalla Russia nel 2018. La sconfitta contro la Macedonia è inaccettabile. I club italiani in Europa hanno vita breve. Il calcio italiano è dietro a chiunque. Cosa c’è che non va nel nostro calcio? Di chi è la colpa per un livello così basso di calcio? La vittoria della Coppa dei Campioni è stata una coincidenza?

Campioni d’Europa italiani: Mondiali mancanti

L’Italia, incoronata campione d’Europa a Wembley nel luglio 2021, non ha più la fame di fare bene a Euro 2020. La nazionale italiana se n’è andata. Un altro colpo dopo la partita del 2017 contro la Svezia. L’eliminazione di oggi è stata peggiore della squadra di Ventura.

Calcio italiano alla deriva: quali sono le cause?

Il calcio italiano non era mai arrivato a un livello calcistico talmente basso. Oggi i giocatori top, si rifiutano di giocare nel nostro campionato. Si gioca un calcio noioso, statico, in cui quando non si raggiunge il risultato è pronto un alibi. I problemi di un calcio così antico sono alla base. La maggior parte delle sIl calcio italiano non ha mai raggiunto un livello così basso del calcio. Oggi i migliori giocatori si rifiutano di giocare nel nostro campionato. Una noiosa partita di calcio statica in corso, quando il risultato non viene raggiunto l’alibi è pronto. Il problema di questo calcio antico è alla radice. La maggior parte dei club italiani investe per guadagno personale, poche squadre italiane creano progetti attorno ai giocatori, per altri club è solo business. I club di calcio non prendono sul serio i giovani italiani.

Disfatta Italia: giocatori non all’altezza

C’è da dire: molti giocatori che hanno giocato ieri non erano eleggibili per le competizioni europee o mondiali. Analisi del tridente titolare che combatte contro la Macedonia del Nord. Berardi, 27 anni, ha giocato 4 volte in competizioni europee, con zero vittorie. Impassibile, 32 anni, centravanti devastante contro le squadre minori della nostra lega, ma fuori dall’Italia è considerato scadente. A Dortmund come al Siviglia, fallito in nazionale non ha mai segnato. Insigne, 30 anni; vicino al trasferimento in un club d’oltremare, l’interesse principale è che milioni gli riempiano le tasche, quindi sorge la domanda: è degno di una convocazione? L’Italia è una vecchia squadra con poca esperienza. Il calcio italiano va ricostruito, a cominciare dai giovani assetati di vittoria.

Gabriele Gravina sta attraversando il suo momento più difficile da quando è diventato presidente della Federcalcio italiana nel 2018. Gli Azzurri, battuti dalla Macedonia negli spareggi del Qatar 2022, saranno spettatori dei Mondiali per la seconda volta consecutiva. In ogni caso Gravina a Caldo ha voluto dimostrare di credere ciecamente nella strada che stava intraprendendo, rivendicando così il titolo europeo. Per questo il n.1 della Federcalcio italiana ha sottolineato che il progetto va avanti ea testa alta. Vuole che Mancini rimanga ed è stato schierato a tutela dei Blues, anche se parla delle “leggi del calcio” come del dolore di un verdetto imprevedibile, sfortunato e quindi immeritato. Gravina ha sottolineato ora di non “dissipare l’entusiasmo che si è accumulato in questi mesi”, preparandosi a critiche che contraddicevano i complimenti dell’estate scorsa: “Non possiamo scalfire ciò che è stato costruito, altrimenti si creerà qualcosa di pericoloso”.

È stato un caso che la nazionale sia stata eliminata dai Mondiali per la seconda volta consecutiva? Difficile dirlo, anche se Gravina non ha perso l’occasione di mettere in luce alcuni mali del calcio italiano che, secondo lui, avrebbero potuto incidere sulla sconfitta della Nazionale. Secondo Gravina, quest’ultimo sarebbe punito in primis dall’atteggiamento del club: “I primi fornitori di materiale umano erano degli incompetenti, avevamo il 30% di italiani che giocavano allo Springs e i tecnici di destinazione erano in fase di selezione. Il compito quasi impossibile: diamo quanta più attenzione possibile ai giovani che non hanno molte opportunità di lavoro nella loro società.Questo non significa che il club sia responsabile di questo risultato: certo, rispetto ad altre realtà c’è Mancanza delle risorse umane e materiali”.

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Thomas Scalera

Il Guru