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Intervista a tutto campo ad Antonello Velardi

Ex Sindaco di Marcianise e redattore capo centrale de “il Mattino”.

Pane, giornalismo e politica

MARCIANISE. Antonello Velardi, ex Sindaco di Marcianise, giornalista e redattore capo centrale de “Il Mattino”, testata strorica che proprio nel marzo del 1892 fu fondato a Napoli da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, si racconta a V-news.it.

Chi è Antonello Velardi e come e quando nasce la passione per il giornalismo?

Sono nato a Marcianise e qui abito da sempre, con delle parentesi tra Milano, Roma e Napoli. Sono figlio di un sottufficiale dell’Aeronautica Militare e di una casalinga, a Marcianise ho frequentato tutte le scuole fino al liceo, il Quercia. La passione per il giornalismo è nata tra la fine della scuola media e gli inizi del liceo. Una passione, appunto. Ho cominciato a scrivere su un giornalino locale, Il Foglio, e a collaborare con quelle che allora erano le radio libere. Ho trascorso gli ultimi anni del liceo collaborando con queste testate locali, poi ho partecipato ad un concorso nazionale per una borsa di studio per l’avviamento all’attività giornalistica. Quella è stata la svolta, ho superato la selezione e sono stato inviato a Milano al Gruppo Rizzoli. Da lì poi non mi sono mai fermato e ho potuto coltivare la mia passione che è diventata il mio lavoro. Ormai sono 40 anni di attività, una vita intera. Sono un gran curioso, il giornalismo mi ha dato la possibilità di rincorrere le mie curiosità e anche di appagarle. Una bellissima avventura umana e professionale

Cosa rappresenta per lei la politica?

La politica è per me la più alta forma di carità umana, come sosteneva Paolo VI. Appartengo alla tradizione culturale della dottrina sociale della Chiesa e ritengo che una persona non possa non impegnarsi per il bene comune. L’ho scritto nelle mie dichiarazioni programmatiche quando mi sono insediato nella carica di sindaco di Marcianise: riprendendo Giorgio La Pira, ritengo che ad ognuno di noi tocca lasciare alle generazioni successive una città migliore di quella che a noi ha lasciato la generazione precedente. Mi riferisco in particolare agli amministratori. Ecco, credo di avere dato un’idea chiara. E quindi la mia idea di politica è quanto di più lontano ci sia dalla pratica corrente clientelare, affaristica, gestita dai faccendieri che girano attorno a chi fa politica. Devo dire che nei nostri territori molto spesso la politica è ridotta a pratiche invalse tendenti al mero soddisfacimento di bisogni singoli o di gruppi, senza alcuna considerazione delle esigenze di una comunità. E’ triste ammetterlo, ma è così. Queste pratiche hanno provocato guasti irreparabili ai nostri territori, bloccando ogni forma di sviluppo“.

Cosa pensa della cultura marcianisana e della loro storia?

“Marcianise vanta personaggi di primo piano in diversi campi. Aggiungo che nel passato abbiamo avuto concittadini di grande spessore che hanno raggiunto vette importanti nei loro settori d’azione. Oggi, continuiamo a vantare eccellenze, e mi riferisco in particolare ai giovani. Ce ne sono di bravissimi che si fanno e ci fanno onore in tutta Italia e all’estero, ne potrei citare diversi ma non lo faccio per non far torto a nessuno. Penso alle arti, alle professioni, all’innovazione, alle tecnologie”.

Quali sono le sue proposte strategiche per il rilancio imprenditoriale, territoriale ed ambientale della città ?

“Molto semplice: va completamente ribaltato il piano d’azione e di pensiero che ha finora gestito lo sviluppo della città. Vanno abbandonate le pratiche del passato, bisogna assolutamente passare dall’arcaismo alla modernità. I giovani possono farci fare questo salto ed è necessario che i giovani partecipano con forza e con convinzione alla vita pubblica, non delegando ai vecchi arnesi della politica che hanno fatto il brutto e cattivo tempo per tanti anni, senza un briciolo di idea. Occorrono energie nuove e idee nuove, nel segno della modernità. Marcianise è una città moderna e va amministrata in modo nuovo, con una evidente proiezione futura”

Quale futuro attende tutti i lavoratori del comprensorio industriale della città di Marcianise (Jabil, Oromare,Tarì ed ex Polo della Qualità)?

“Siamo in una fase difficile, di grave incertezza addirittura internazionale. Un’incertezza accentuata dall’emergenza coronavirus, trema tutto l’Occidente. Marcianise è dentro questo meccanismo, ne risente più di altri perché qui forte è l’iniziativa imprenditoriale: non dimentichiamo che siamo tra i maggiori poli produttivi del Mezzogiorno e del Paese. E quindi il comparto industriale risente dell’andamento planetario. La Jabil, per dire, è essa stessa una multinazionale. Occorrono allora politiche di sostegno all’impresa, idee chiare sulla reindustrializzazione, e occorre anche una consapevolezza nuova da parte di quella che una volta era la classe operaia. Ma anche della classe imprenditoriale che deve uscire dai recinti del parassitismo. Solo così potremo non trasformarci da polo industriale e commerciale a deserto produttivo”.

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