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La vera arte che vince su pandemia e restrizioni

La poesia di Gianfranco Gallo, “La preghiera dell’attore vuoto”

Sono mesi, soprattutto nelle ultime settimane che, a causa della pandemia e dell’aumento dei contagi, sentiamo il peso della distanza dagli affetti, dalla quotidianità, dal lavoro, dalla socialità.
Ecco, distanza da tutti gli ingranaggi che con la consapevolezza sociale contribuiscono alla crescita personale ed emotiva, ma ahimè anche quella professionale.
Tutti i settori hanno subito e tutt’ora stanno subendo un brusco arresto, in alcuni casi più di un arresto ma esiste un settore, quello dello spettacolo, degli ‘artigiani emozionali’, che più di tutti lo subisce, inerme.
Ed è così, che in questi giorni mi ha colpito profondamente la poesia scritta da un noto artista, Gianfranco Gallo, bella e significativa, dal titolo “La preghiera dell’attore vuoto”.

“Padre nostro che sei dovunque, dammi oggi una tournèe, una chiesa vuota di paese, da visitare al mattino, un teatro pieno la sera, una trattoria in cui scambiare l’adrenalina con un bicchiere di falanghina. Dammi colleghi sinceri, strambi ma veri, dammi un amore da parlare in silenzio davanti ad un mare, dammi valige da riempire e cambiare, dammi storie da ricordare. Io oggi sono una chiesa aperta, senza nessuno che viene a pregare.”

Ecco l’intervista gentilmente rilasciata a V-news.it

I: Quello che sta subendo tutto il mondo dello spettacolo, soprattutto il teatro a causa della pandemia, credo sia pesantemente tragico, non solo dal punto di vista economico, cosa ne pensi? Vuoi consigliare soluzioni a coloro che dall’alto potrebbero cambiare le cose?

G: Questo è il momento di razionalizzare, dopo le prime proteste alle quali ho partecipato, nella situazione attuale , con un contagio così veloce, credo sia opportuno fare un passo indietro e chiedere gli opportuni aiuti economici  fin’ora pochi e a sprazzi. Per quanto riguarda il resto, l’aspetto psicologico , io che sono un artista dico che sono più fortunato di altri, io un’altra realtà me la creo, disegno l’attesa che voglio, mi preparo , scrivo, realizzo video.

I: Molti non comprendono cosa significhi lavorativamente parlando ‘teatri chiusi’, da quanto tempo non entrano stipendi nelle case degli addetti ai lavori? Di tutti ovviamente, anche dei ‘”dietro le quinte”?

G: Da troppo, io che faccio Cinema  e TV , non solo teatro, al momento sto ancora lavorando e spero che in questi due settori non cambino le cose.

I: In una intervista lo scorso gennaio hai dichiarato due concetti che mi hanno colpita, tanto.
In un discorso hai detto:’ faccio l’attore oer sparire’, da cosa Gianfranco vuole sparire e, se puoi rispondere, ‘hai iniziato a muovere i tuoi primi passi artistici per la voglia di andare via da qualcosa o qualcuno? Chi o cosa se puoi?

G: Un attore vero deve aspirare ad essere ogni volta un altro e dunque a  sparire come l’essere umano che è. E’ una specie di catarsi, una purificazione nella quale bruci i tuoi panni. Un uomo che è un buon attore  è un supereroe, è l’Uomo Invisibile, scompare guardando tutto con gli occhi di altri. Non è che fuggi da qualcosa, figgi da te stesso, dal tuo quotidiano, dalla tua monotonia.

I: Altra cosa molto interessante è stato leggere la tua dichiarazione:”Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza. Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio”. Pensi che nel momento storico odierno sia arrivato il momento di esserlo?intendo eretici. Dal tuo punto di vista qualcuno lo sta facendo o trovi che si è passivi per paura di essere condannati a qualcosa di più duro rispetto a ciò che si sta subendo?

G: Si parla tanto di caste, ma le caste non potrebbero esistere senza chi ci si inginocchia davanti per paura, per omologazione , per debolezza. Io sono eretico è perché spesso vado contro l’ordine stabilito dalle caste. Ho da poco interpretato l’eretico per eccellenza, Giordano Bruno nel film L’Ombra di Caravaggio di Michele Palcido. Lo scrissi sui social , Lina Sastri che mi conosce bene , commentò :“Finalmente!”.

I: Nelle sale, dallo scorso 29 ottobre la tua partecipazione al film ‘Ritorno al crimine’. Ti va di parlare di questa tua esperienza?

G: Molto divertente , ero con altri due splendidi figli d’arte Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi , colleghi adorabili. Così come Marco Giallini e Angelo Orlando.  Interpreto un ruolo comico con un risvolto imprevedibile , ma non anticipo nulla.

I: I tuoi prossimi appuntamenti artistici?

G: Sto girando una serie che andrà su Netflix e avrei tre film in uscita.

I: Ti abbiamo visto e amato nel Ruolo di diversi personaggi, quale ti ha rappresentato e perché?

G: L’ho detto prima: Giordano Bruno. Nel film di Placido ha solo due scene ma potenti, mi piacerebbe interpretarlo in una storia scritta su di lui.

Chi è Gianfranco Gallo

Gallo, figlio d’arte, attore, cantante, autore e regista, debutta nel 1981 in teatro  con la compagnia del maestro Roberto De Simone.
Dal 2003 è nel cast, come ospite fisso, della soap opera Un posto al sole, nel 2012 è nel cast de Il clan dei camorristi su Canale 5 e della fiction Don Matteo 9 su Rai 1, nel 2013.
Autore di venti commedie tutte rappresentate e di alcuni musical: Quartieri spagnoli, Napoli 1799, Ti racconto Miseria e Nobiltà ed ha diretto come regista Patrizio Rispo, Maria Teresa Ruta, Leopoldo Mastelloni e Carlo Croccolo, mentre le ultime commedie da lui stesso rappresentate sono state Non ci resta che ridere e Ti ho sposato per ignoranza.
Nel novembre 2015 debutta con la commedia È tutta una farsa al Teatro Cilea di Napoli, nel 2016
esce nelle sale il film Indivisibili di Edoardo De Angelis che vince il premio FEDIC alla 73ª Mostra e nello stesso anno entra nel cast di Gomorra – La serie nel ruolo del feroce boss Don Giuseppe Avitabile.
Nel 2019 è nel cast del “Pinocchio” di Matteo Garrone poi per Max Bruno, nel film “Ritorno al Crimine”, interpreta un bellissimo personaggio accanto ad Alessandro Gassman, e in  “Fino ad essere felici” di Paolo Cipolletta è coprotagonista con Francesco Di Leva e Miriam Candurro.
Gallo è anche autore di un libro di racconti dal titolo “Napoli da Sotto a Sopra” del 2011 (ed. Graf ) e del saggio “Cuori in ordine alfabetico” del 2013, nonché vincitore di numerosi premi:
Nel 2007 vincitore del festival del corto sociale Nickelodeon di Spoleto e il Formicalata di Giovinazzo col suo corto “La Gamba di Diego”.
Nel 2016 vince il prestigioso premio alla carriera “Capri Awards Patroni Griffi” .
Al Festival “Corti sul Lettino 2018” è “Miglior Attore Protagonista”, sezione cortometraggi
e per ben due edizioni di seguito al Festival internazionale di Manfredonia “Corto e Cultura” 2018 e 2019.
Con il cortometraggio “Denyse al di là del vetro”,
con il quale apre il Festival del Cinema di Tavolara 2019 e partecipa alla selezione dei David di Donatello 2020, vince il “Festival Galà del Cinema e della Fiction in Campania 2019” e il “Castello film festival” come “Miglior Regista”. 

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Annamena Mastroianni
Docente. Media Educator. Formatrice.

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