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Le cronache di Eu – La terra trema: La “scienza fantastica” in terra di lavoro

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Il romanzo Fantasy ambientato nell’Alto Casertano

Originario di Teano, dove tutt’ora risiede, l’autore D. L. Graham

Scienza fantastica, anche quando non perfettamente esatta, mi sembra la definizione più consona per la prima opera del giovane scrittore teanese D. L. Graham. Non confonda il nome straniero, perché l’autore, cresciuto a Teano dove tutt’ora risiede, ha voluto nascondere la sua identità dietro lo pseudonimo confezionato mescolando riferimenti letterari a suggestioni tratte dal proprio immaginario. Le cronache di Eu, libro I – La terra trema, edito da Europa Edizioni nella collana Edificare universi, è infatti il primo capitolo di una saga dal genere difficilmente classificabile.

In capitoli brevi e ben strutturati, ognuno raccontato dal punto di vista di uno dei protagonisti, ci inoltriamo nelle vicende di Myr, città-stato del pianeta Eu, anni luce lontano dal nostro ma collegato ad esso attraverso un portale sconosciuto (così sembrerebbe) al genere umano. La Terra, collocata in un futuro non così anteriore, all’incirca nell’anno 2035, è pressappoco quella che conosciamo: il progresso tecnologico non l’ha stravolta, non l’ha ripulita delle problematiche odierne, anzi, le ha dato un’ulteriore spinta nel processo già innescato di auto-estinzione.

Quattro personaggi, a cui l’autore ha fatto il dono simbolico dei nomi di alcuni arcangeli (Gabriel, Mikael, Uriel e Zerachiel), sono impegnati nel conflitto interplanetario a cui sono aggrappate le sorti degli uomini, contro un nemico interno (il loro cuore corruttibile) e uno esterno (il terribile e potentissimo Houmbaba).

Solleticato da atmosfere genuinamente fantasy (spicca su tutte l’influenza del Martin de le Cronache del ghiaccio e del fuoco), il lettore è chiamato a confrontarsi con un tipo di magiadel tutto spiegabile grazie ai dogmi di una scienza più evoluta della nostra, sviluppata da un popolo estinto, fatta eccezione del superstite Kodokuna, signore di Eu e, in un certo senso, anche del pianeta Terra. Ma l’altra dimensione di questo libro, quella che forse ci interessa di più, è di matrice realista e, per così dire, micro-regionale. Ci sono infatti, accanto ai mondi inventati, di stampo fantastico-medievale, le nostre stazioni ferroviarie, i nostri treni sempre in ritardo, addirittura le strade sconnesse del territorio sidicino, le amare insufficienze degli ospedali, il pinzimonio, Garibaldi e, di passaggio, la sempre evocativa Napoli.

Non si tratta dunque propriamente di un fantasy, né di un fantascientifico o di una distopia, pur possedendo delle caratteristiche di ognuno di questi generi: è un ritratto lucido, di una lucidità un po’ amara, tracciato con mano non sempre fermissima, mano pur sempre di esordiente, ma che restituisce la magia (spiegabile), quindi la scienza, la possibilità di un’evasione fantastica dal quotidiano particolare alto-casertano e italiano.

Curiosi? Sarete allora felici di sapere che D. L. Graham si cela solo fino a un certo punto nel mistero del suo nome letterario. Ha già presentato l’opera, nei mesi scorsi, a Vairano Patenora e a Pietravairano. Sarà ospite, giorno 15 del prossimo marzo, della Piccola libreria 80 mq di Calvi Risorta.

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