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Legalizzazione della Cannabis, nuovi scenari in Italia

L’iter della legalizzazione della cannabis in Italia è a buon punto e già tante sono le barriere cadute

Intanto molte aziende del settore si preparano al futuro ed innovano i loro prodotti

Legalizzazione della cannabis in Italia, la situazione. Da sempre è un tema che infiamma il dibattito nazionale ed alimenta contrapposizioni tra chi è a favore e chi è contrario. Parliamo appunto della legalizzazione della cannabis nel nostro paese.

Recentemente il legislatore, sulla spinta delle numerose istanze sociali e degli esempi normativi provenienti da altri paesi, ha iniziato ad ampliare le autorizzazioni e concessioni in materia di legalizzazione della cannabis. Ma a che punto è la situazione nel nostro paese?

Vediamo come si sta evolvendo la normativa e quali sono le prospettive future anche circa le aziende del settore che potranno avere una forte crescita nei prossimi anni a seconda delle scelte che saranno compiute dalle Istituzioni.

La domanda che ci si pone dunque è: in Italia la marijuana è lecita oppure no? Recenti sentenze della Corte di Cassazione, in particolare quella emessa lo scorso 19 dicembre 2019, vanno sempre più nella direzione di un atteggiamento più morbido nei confronti di chi coltiva la cannabis nel nostro paese, sganciando la coltivazione dal reato di spaccio di stupefacenti.

La sentenza citata infatti ha stabilito che “la coltivazione domestica e rudimentale di cannabis per evidente uso personale non costituisce materia di reato penale”. Una vera e propria svolta normativa salutata con favore sia dai consumatori che dalle aziende del settore che, nel rispetto della legge, da un pò di tempo hanno iniziato ad organizzare legalmente il loro business, come ad esempio www.royalqueenseeds.it e simili.

Sta cambiando dunque l’atteggiamento giurisprudenziale in merito al tema della cannabis in Italia e della sua legalizzazione e di conseguenza anche il legislatore sembra intenzionato ad adeguarsi ai nuovi scenari. La coltivazione domestica della cannabis è lecita se per uso esclusivamente personale, sempre nei limiti fissati dalla legge. Anche in Italia da qualche anno è possibile acquistare cannabis in modo assolutamente legale, la cosiddetta cannabis “light”, ovvero con una percentuale di THC inferiore allo 0,6% così come previsto dalla normativa.

I cambiamenti normativi circa la legalizzazione della cannabis

Il settore della produzione e commercializzazione di cannabis nel nostro paese è in netto sviluppo con un fatturato che si aggira intorno agli 80 milioni di euro e destinato ad aumentare a ritmi sostenuti di fatto realizzando e strutturando una importante filiera di comparto. Circa la coltivazione domestica di marijuana acquisiscono sempre più appeal sui mercati alcune tipologie di prodotti quali i “semi autofiorenti”, ovvero che fioriscono da soli entro 2-4 settimane.

Comprare marijuana italiana è ovviamente consentito soltanto ai maggiorenni e per prodotti che come specificato prima, devono avere una percentuale molto bassa di THC, inferiore allo 0,6%. Un quantitativo di principio attivo superiore a tale soglia in Italia è consentito soltanto per usi terapeutici per curaredolore cronico e quello associato a sclerosi multipla oltre che a lesioni del midollo spinale; alla nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV;

come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette”, così come disposto da Decreto ministeriale 9 novembre 2015.

Lo scorso giugno ben 100 parlamentari di vari schieramenti politici hanno firmato una richiesta al Governo affinché vengano prese in considerazione le opportunità fornite dalla Cannabis e si proceda all’adozione di una normativa in linea con quanto accade in altri paesi europei.

Quattro dei parlamentari che avevano aderito all’iniziativa del luglio scorso #ioColtivo sono stati denunciati per aver coltivato cannabis in casa. Una forma di disobbedienza civile per sensibilizzare l’opinione pubblica su tale tema.

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