• Sab. Apr 20th, 2024

Patrizia Sannino Garante dei diritti dei detenuti della provincia di Benevento

La criminologa e vicepresidente dell’associazione “Carcere Vivo” Patrizia Sannino da sempre garante dei diritti umani

Finalmente la provincia di Benevento ha un garante anzi una Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale, la dottoressa Patrizia Sannino. Una donna che dimostra da anni il suo impegno nella salvaguardia dei diritti umani, lottando e prestando la sua voce a coloro che voce non hanno. È stato Nino Lombardi, presidente della Provincia di Benevento, a firmare la sua nomina a seguito della conclusione della consueta procedura pubblica che mirava appunto alla individuazione della personalità cui affidare l’incarico.

La dottoressa Sannino, criminologa e vicepresidente dell’associazione “Carcere Vivo” dei Volontari Vincenziani di Napoli, vanta una consolidata esperienza nel campo, non soltanto per la collaborazione del Garante dei Detenuti per la Provincia di Caserta, bensì per il suo indiscusso potenziale in studi, volontariato, progettualità e formazione continua non soltanto personale ma destinata agli addetti ai lavori che nel corso degli anni ha avuto opportunità di formare. Una nomina quella della dottoressa Sannino, peraltro figlia di un incarico a titolo gratuito che rende ancor più evidente l’impegno e la volontà della stessa di migliorare e realizzare un significativo progetto di difesa dei diritti dei ristretti, delle loro famiglie senza alcun fine di altra natura.

L’abbiamo raggiunta per chiederle dei suoi primi passi da garante. Ha dichiarato: “Il garante non è e non deve essere una figura scomoda, che entra negli istituti di pena per divulgare il positivo o il negativo presente perché non spetta a lui/lei. Il garante sicuramente può e deve assolutamente fare rete, fare la differenza assieme a tutto il personale penitenziario, al Direttore, agli educatori. Dunque una figura che può e deve essere anello di congiunzione fra i detenuti e tutto il personale, gli stessi volontari, le associazioni. Un filtro, non una persona scomoda o un supervisore perché non vi è nulla da supervisionare. C’è un garante nazionale che ha un osservatorio sui detenuti e sulle condizioni, i garanti provinciali dovrebbero essere dei coadiuvanti del garante nazionale,  tutti dovrebbero confluire in quello regionale prima e nazionale poi per fare ed essere rete. Ma se ciò non prende forma e ciascuno viaggia per proprio conto la figura dei garanti è facile sia ridimensionata e, ancor peggio, soprattutto ridicolizzata. Ciò non deve accadere ed io mi impegnerò affinché ciò avvenga. È il caso di cambiare direzione perché pare che fino ad oggi i garanti hanno sempre avuto bisogno di esprimere la loro funzione attraverso le varie testate giornalistiche, i social, invalidando la vera mission che oggi più che mai deve riemergere e riequilibrare il moto della società tutta. Questo il mio impegno”.

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Di Annamena Mastroianni

Docente. Media Educator. Formatrice.

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