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Roccamonfina – Il Parco sarà accorpato, ennesima ‘beffa’ per il territorio

DiThomas Scalera

Dic 1, 2015

Agli osservatori attenti del territorio vulcanico di Roccamonfina si sarà stampato un sorriso “amaro” sul volto nell’apprendere in maniera ancora “ufficiosa” che il Parco regionale “Roccamonfina – Foce Garigliano” presto sarà accorpato con gli altri parchi regionali, in particolare quello del Matese (oltre a quello dei Monti Picentini e del Taburno-Camposauro). La Giunta della Regione Campania infatti sta procedendo al piano di riordino di questi enti, nati nel 1993, e che negli ultimi anni di fatto hanno visto un continuo taglio delle risorse messe a disposizione da Palazzo Santa Lucia. Roccamonfina, MunicipioUna situazione insostenibile oltre che per i costi soprattutto per gli effetti spesso non pervenuti sulle condizioni delle popolazioni coinvolte e dei territori interessati. Se ad esempio nel Matese il Parco ha dato luogo in parte a delle ricadute positive, il caso lampante della “presenza solo sulla carta” di questo ente è quello di Roccamonfina. Tre dipendenti stipendiati (Presidente compreso), zero effetti positivi, in termini di valorizzazione, promozione territoriale, occupazione e anche, in parte, della stessa tutela ambientale. Più volte nel comune vulcanico la popolazione ha protestato e segnalato questa situazione di stallo. roccamonfinaIn passato, subito dopo la sua istituzione, furono raccolte anche delle firme per chiederne l’abolizione. Anche di recente tale forma di protesta era tornata a galla con la richiesta di dare luogo ad una “ri-perimetrazione” dei confini dell’Ente accusato di aver introdotto solo “vincoli” eccessivi per le attività economiche e produttive locali senza produrre effetti positivi per l’economia del territorio. I dati economico-sociali purtroppo confermano lo stato di “coma profondo” dell’economia locale che si basa quasi esclusivamente sulla produzione di castagne, la quale solo quest’anno sembra essersi avviata a superare la tremenda crisi provocata dall’infestazione del cinipide galligeno che aveva portato negli anni scorsi al crollo totale della produzione. Altro dato ormai consolidato è lo “spopolamento” di queste aree. I Parchi rischiano di non essere più abitati se non si attiveranno subito politiche adeguate. Sempre nel Parco di Roccamonfina l’emigrazione ha superato l’apice dagli inizi del ‘900 (tempo della grande migrazione verso di Stati Uniti). Insomma una desolazione allarmante alla quale i vertici regionali rispondono con un “accorpamento” che somiglia tanto ad un semplice “palliativo” evitando di andare al cuore dei problemi. L’analisi da compiere circa il destino del Parco (dei parchi regionali) dovrebbe essere però molto più attenta e profonda: cosa si vuole fare di queste aree e delle loro popolazioni? Si vuole tutelare o no il territorio? Si vogliono creare opportunità di sviluppo attraverso risorse adeguate oppure no? A questi interrogativi la politica non risponde, semplicemente evita di affrontare i problemi e li lascia incancrenire.corporenteumberto-de-nicola Il Presidente del Parco Regionale di Roccamonfina Giovanni Corporente, sulla stessa linea di quello del Matese Umberto De Nicola (entrambi in alto nella foto), ha dichiarato alla stampa di essere d’accordo sull’eventuale piano di accorpamento da parte della Regione Campania retta dal Governatore Vincenzo De Luca, ammettendo che i risultati sin qui prodotti da tali enti sono stati molto deludenti. Le risorse destinate agli enti parco vanno per l’80% al pagamento degli stipendi dei dipendenti, mentre mancano professionalità adeguate per dare una svolta programmatica. Insomma l’ammissione di un “fallimento” per altro ampliamente annunciato.de luca Nell’idea della Regione non dovrebbero essere aboliti gli uffici locali, ma nulla ancora si può escludere. E la politica locale? Che cosa hanno intenzione di fare i sindaci dei comuni coinvolti?A Roccamonfina in particolare l’idea di diventare una “succursale” del Matese, dopo la grande beffa di aver perso anche la sede fisica (finita al comune di Sessa Aurunca) sta facendo storcere il naso a molti. Tanti anni di battaglie politiche durante l’allora amministrazione FeoleFeole per la sua istituzione, tante polemiche e rivendicazioni della popolazione affinché l’ente potesse funzionare pienamente e con le risorse adeguate, e adesso? Cosa resterà di tutte le “belle parole” e degli slogan (elettorali soprattutto), ma soprattutto delle speranze per i cittadini ed il loro amato territorio? Forse i cittadini sono stanchi e sono attanagliati da problemi ancora più gravi (arrivare alla fine del mese) ma chi li rappresenta ha il dovere di dare un “segnale” e almeno provare ad indicare una direzione per il futuro. Diversamente sarà l’ennesima “presa per il culo” dei cittadini.

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Thomas Scalera

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