• Dom. Apr 14th, 2024

Cascano. La rana bollita senza nemmeno una goccia di acqua

Articolo di Fabrizio Marino

SESSA AURUNCA. Prendete un rana, immergetela in una pentola piena di acqua e mettetela sul fuoco della cucina. Il piccolo animale, come la sua costituzione impone, rimarrà in acqua a godersi il bagno, ignaro però del pericolo imminente che sta correndo. Infatti, man mano che la temperatura sale, la rana si abitua a quel calore, tanto da non rendersi conto che quando la temperatura è ormai incandescente, le sue forze sono allo strenuo e quindi non può reagire al pericolo. È così che una rana muore, in modo del tutto inconsapevole, per non essersi resa conto che la temperatura saliva, fino all’abbattimento di ogni forma di reazione.

Questo principio metaforico, fu usato dal filosofo statunitense Noam Chomsky nel testo “media e potere”  per descrivere la pessima capacità dell’uomo moderno di adattarsi a situazioni spiacevole e deleterie senza mai reagire.

L’esempio metaforico, è importante da tenere a mente quando si parla della situazione dell’acqua a Cascano, una frazione del comune di Sessa Aurunca che in questi giorni sta facendo di nuovo parlare di sè.

Sono infatti due giorni che le comunità di Cascano, Gusti, San Felice, Corbara e Marzuli sono senza acqua, con un disagio che continua a persistere per le normali attività di igiene quotidiana. Senza contare, le scuole chiuse da giorni, le attività commerciali già vessate dalla crisi che in questi momenti rasentano il minimo necessario per vivere; ed infine le autobotti che vengono in paese a donare l’acqua e le file di cittadini ad approviggionarsi con le taniche. Se non fosse attuale, qualcuno penserebbe che si trattasse di un racconto della Berlino degli anni ’40, oppure un resoconto di Gino Strada che racconta delle sue missioni in Uganda: ma si tratta di Cascano, anno domini 2023.

L’amministrazione cerca di salvare il salvabile, cercando di porre ancora una volta una pezza al problema, spendendo altri soldi per fare lavori che servono per tappare le falle in attesa di opere megalitiche che attendono di essere fatte.

E c’è un pò di imbarazzo in paese visto che ci sono un Consigliere di maggioranza, un’Assessore e due caposettori in ruoli chiave del Palazzo XXI Luglio che a stento camminano per le strade e subito svicolano per non essere fermati.

Ma la rana, ormai è bollita, come ci racconta Alessandro, che è un nome di fantasia, che però ci racconta che questo problema esisteva già negli anni ’60, quando lui, giovanissimo, lavorava all’ufficio acquedotto ed era costretto insieme ai colleghi a comprare numerose pompe per l’acqua consapevoli che da un momento all’altro dovevano cambiarle. L’emergenza esiste da tempo immemore, quando ad esempio ad inizio anni ’90 ci fu una rivolta pubblica. Si bloccò l’Appia ed alcuni dei cittadini furono anche inquisiti per poi essere assolti. In tutto questo, tra la gente serpeggia il mistero mitologico di un pozzo costruito con tanto di spreco di danaro pubblico, solo che per una serie di autorizzazioni tale pozzo non viene messo in funzione. Ragion per cui tutte le frazioni sopracitate sono costrette ad approvvigionarsi dal pozzo di Valogno. Questo sovraccarico di tanto in tanto si fa sentire facendo saltare le pompe. Questa storia è la stessa di settant’anni fa, quando Alessandro era un impiegato comunale. E la classe dirigente è la stessa, sono cambiati i nomi, sono cambiati i rapporti di comparatico e i vincoli familiari, ma alla fine la rana non si è accorta della temperatura che è salita alle stelle, e quindi non ha più la forza di reagire, ed è morta di calore e senza nemmeno più un goccio d’acqua.

USCITA A1 CAIANELLO VIA CERASELLE TUTTI I GIORNI DAL LUNEDI AL SABATO ORARIO CONTINUATO 08:00 20:30 DOMENICA 08.00 13.00
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Di Redazione V-news.it

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