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Pietramelara. Coronavirus, medico contagiato: riunito il COC. Tutti i dettagli

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Oggi è stato convocato il Centro Operativo Comunale dopo il caso del medico di Pietramelara risultato positivo al coronavirus

PIETRAMELARA. Oggi pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Pietramelara si è riunito il COC (Centro Operativo Comunale) istituito per il comando e il controllo della gestione dell’emergenza Covid-19. La riunione è stata convocata dopo il caso del medico di Pietramelara risultato positivo al coronavirus.

L’uomo presenta infezione respiratoria acuta grave con tosse e difficoltà respiratoria tanto da avere richiesto il ricovero ospedaliero. La febbre avrebbe fatto la sua comparsa in data 13 marzo e dalla stessa data il paziente non sarebbe più uscito di casa. All’aggravarsi della sua condizione respiratoria sarebbe stato ricoverato, in isolamento per sospetta positività da Covid-19, presso l’ospedale di Piedimonte Matese.

Il medico solo in data 27 marzo è risultato positivo al Covid-19 ed è stato immediatamente trasferito al reparto da contagio infettivo specializzato “Covid-19” dell’ospedale di Maddaloni. Le risultanze delle analisi sierologiche starebbero ad indicare che sia in corso la risposta immunitaria all’avvenuto contagio da Covid-19 e il paziente risulterebbe in discrete condizioni.

Da precisare che la positività al Covid-19 è stata riscontrata solo all’esito delle analisi sierologiche, seppure i tamponi eseguiti sul medesimo paziente avessero dato esito negativo, ragione questa che, sotto diverso profilo, spiega come nel report Covid-19 dell’ASL eseguita quotidianamente solo sulla base dei tamponi manchi il dato del soggetto positivo.

A seguito della comunicazione della positività al virus il Dipartimento dell’ASL ha disposto la quarantena obbligatoria per la famiglia.

Il COC, rimasto attivo, regola la propria azione al principio di massima precauzione per tutelare al massimo livello possibile la popolazione dal contagio, attraverso:

  • l’identificazione dei potenziali rischi sulla base del contesto sociale e familiare;
  • la valutazione di tutti i dati esistenti, anche per via di mera informazione diretta e/o indiretta;
  • ricerca del più alto livello di protezione della popolazione valutando tutti i riflessi e gli oneri derivati dalle misure preposte, anche in termini di analisi costi/benefici.
  • disporre nei confronti di tutti i familiari, anche non conviventi, la misura della quarantena con sorveglianza attiva.

Si passa poi ad esaminare il fratello della persona contagiata, gestore di una azienda di autotrasporti, che occupa diverse decine di dipendenti.

Quest’ultimo avrebbe intrattenuto contatti stretti con il congiunto, anche durante la sua convalescenza all’ospedale di Piedimonte Matese.

Risulterebbe che lo stesso abbia accompagnato in macchina la figlia del paziente in ospedale proprio in epoca successiva al risultato negativo del tampone con estensione delle conseguenze anche allo stesso sul piano della prevenzione del rischio.

Tenuto conto che l’attività di autotrasporti, nella quale lavorano autisti e impiegati, a stretto contatto, è stata svolta finora senza interruzioni a mero scopo di prevenzione si ritiene di suggerire e proporre quale misura cautelativa e prudenziale di estendere il controllo con il tampone a tutti i dipendenti della società di trasporti, obbligando i medesimi soggetti a sottoporsi alla misura della quarantena presso la propria residenza fino al quattordicesimo giorno dall’ultimo giorno del contatto stretto con il gestore con sorveglianza attiva svolta dal personale sanitario della ASL e controllo della Polizia Municipale.

“Si richiamano tutti i cittadini ad un maggiore rigore nel rispetto delle disposizioni restringendo al minimo, e solo per le ipotesi consentite, le occasioni di contatto interpersonale ferme l’adozione di tutte le precauzioni”. Così il sindaco Pasquale Di Fruscio.

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