• Ven. Ott 15th, 2021

Roccamonfina – Processo Tari: i tifosi, gli ipocriti e la gogna mediatica. Il punto. – Rettifica

Continua a tenere banco nel dibattito cittadino il processo a carico dell’ex sindaco Maria Cristina Tari, detta Letizia. La prossima udienza è prevista per il 30 maggio dopo che una delle “teste” e coimputata Alessandra Ferrante ha confermato le accuse già mosse a carico dell’ex primo cittadino che è sotto processo per corruzione per aver cercato di far assumere due persone di Roccamonfina, tra le quali Romilda Grella, nella società Ecosystem dell’imprenditore marcianisano del settore dei rifiuti Angelo Grillo e per aver ottenuto un contributo di mille euro a favore dell’Associazione Pro-Loco del comune vulcanico. Gli altri imputati del processo sono Assunta Mincione, Elpidio Baldassarre, Angelo e Roberto Grillo e Pasquale Valente. La Tari tramite i suoi legali, gli avvocati Gabriele Gallo e Gianluca Di Matteo, cercherà di provare la sua innocenza evidenziando come nella vicenda non ci sia stato nessun beneficio personale ma la volontà di aiutare in qualche modo dei cittadini in difficoltà e reperire fondi alla Pro-Loco per organizzare manifestazioni per la comunità. Su questo punto il dibattito si fa particolarmente incandescente.Letizia Tari Sin qui infatti la cronaca di quanto sta avvenendo nel dibattimento processuale ma a fare da “contorno” alla vicenda ci sono una serie di posizioni e giudizi interessanti da analizzare per comprendere in che modo la stessa comunità roccana sta vivendo un fatto che la vede pienamente coinvolta non solo perché riguarda il suo ex primo cittadino (votato in modo massiccio e netto per ben due volte consecutive) ma perché anche sintomatico di “comportamenti” atavici e radicati nella mentalità locale. Consapevoli del fatto che stando alla legge si è innocenti fino a prova contraria, ovviamente i cittadini roccani sono divisi tra “accusatori”, molti tra questi decisamente incalliti, e “difensori garantisti”, alcuni decisamente troppo a oltranza, dell’ex sindaco. La cittadinanza si è divisa in “tifoserie” che, anche a seguito della campagna elettorale dell’anno scorso che ha visto la vittoria dell’attuale sindaco Carlo Montefusco, si dimostrano particolarmente accese. La vicenda della Tari presenta evidentemente delle ombre che ancora una volta confermano quanto sia difficile essere amministratori della cosa pubblica in Campania dove certe influenze e condizionamenti di ambienti criminali rischiano di compromettere anche coloro che si presentano agli elettori con le migliori intenzioni possibili. Ma questa non è certo una scusante. Anzi. Chi sbaglia paga, senza sconti. Sorprende e stupisce però che certi “costumi” siano denunciati solo ora, magari a convenienza. La questione della “raccomandazione” da parte dei sindaci o altri politici di alte sfere è antica come il mondo. Sorprende ad esempio che il fervore nei confronti dell’imputata Tari di chi da tempo invita a “cedere il passo” non sia rivolto allo stesso modo a protagonisti precedenti della scena politica locale. Sorprende che nei confronti di un malcostume che si è già verificato in passato e probabilmente si verificherà ancora in futuro non si spenda nemmeno una parola. Qui scatta dunque una “gogna mediatica” probabilmente “interessata” che purtroppo travolge la comunità. La ferita dell’arresto della Tari è ancora profonda e non si rimarginerà facilmente. L’intera comunità ne ha risentito in termini di immagine e non solo. Eppure la stessa immagineRoccamonfina, Municipio Feole
era già stata ferita in passato da chi ha rappresentato la politica locale.  Insomma verrebbe da dire “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ma il mondo si sa è pieno di “ipocriti”. Quegli ipocriti che dimenticano di aver votato loro nel tempo le persone che oggi dileggiano. Quegli ipocriti che dimostrano livore e accesa cattiveria in particolar modo sui social network (nuovo moderno strumento di “gogna mediatica”) dando l’impressione di essere arrabbiati non tanto per le vicende che criticano quanto per non aver “ottenuto in tempo” quanto sperato dal quel “sistema” oggi vituperato. Il corruttore esiste perché c’è chi si lascia corrompere. E il nuovo corso politico locale? E’ immune da questa malattia? Ha gli anticorpi per difendersi da meccanismi consolidati nel tempo e aggravati dalla pesantissima crisi economica e prim’ancora morale e sociale del nostro territorio? La recente adesione dell’amministrazione Montefuscomontefusco al Partito Democratico lascia qualche dubbio in merito poiché legata, piaccia o meno, ai protagonisti di otre 20 anni della vita politica locale. Insomma ancora una volta vale il “tutto cambi perché nulla cambi” di gattopardiana memoria. Eppure il Sindaco Montefusco ha dichiarato di recente di voler “provare a cambiare il PD dall’interno, voglio vincere questa scommessa”. Ci riuscirà nonostante “vecchi volponi” e “ruspanti” compagni di viaggio provenienti da tutt’altra storia e corrente politica (vedi il vicesindaco Mario Di Pippo, ex Forza Italia o l’ex vicesindaco della Tari, Vittorio Di Filippo)? Solo il tempo (e la Magistratura in questo caso circa il procedimento alla Tari) ci dirà la verità. Nell’attesa dei verdetti, il vero augurio dell’intera comunità roccana è che possano abbassarsi i toni dell’agone politico locale, ormai ridotto ad una lotta tra bande spesso per misere beghe personali, e concentrarsi su un riscatto vero e autentico. La strada sembra tutta in salita e come sempre le persone, specialmente in Italia, hanno la memoria corta e il giudizio facile.
 
RETTIFICA:
Nella versione precedente dell’articolo erano riportate anche le seguenti frasi:
In molti ricordano gli episodi legati all’ex sindaco Ludovico Feole indagato agli inizi degli anni ’90 nell’ambito di uno scandalo alla FIGC – Federazione Italiana Gioco Calcio provinciale di Caserta (“clamoroso” servizio del Tg3 regionale, stessa sorte toccata poi al suo vicesindaco, Letizia Tari, sic!), la Condanna della Corte dei Conti nei confronti dell’allora amministrazione Feole con assessore alle finanze Giacomo Criniti, consorte della Tari, per il dissesto finanziario del 2004 oppure la recente vicenda degli ammanchi alle casse provinciali del Partito Democratico durante la Segreteria sempre dello stesso Feole. Ebbene lo stesso Ludovico Feole contattato dall’autore dell’articolo in merito ha tenuto a precisare che: non risulta nessun coinvolgimento personale in merito a vicende riconducibili alla FIGC provinciale, che non c’è alcuna condanna nè ammenda da parte della Corte dei Conti in merito al dissesto finanziario del 2004 dell’Ente Comune di Roccamonfina e che circa presunti ammanchi nelle casse del PD provinciale, la Segreteria ha regolarmentre approvato i bilanci relativi all’anno 2013, cioè durante i mesi nei quali lo stesso Feole ha ricoperto l’incarico di Segretario provinciale, dai quali non risulta assolutamente nessuna irregolarità. Tanto vi dovevamo per correttezza e dovere di cronaca.

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Thomas Scalera

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