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Sant’Arpino. Il lavoro non può finire, 14 sindaci chiedono alla Regione la proroga dei progetti APU

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SANT’ARPINO. Un nuovo grido di allarme è stato nuovamente lanciato il giorno della festa dei lavoratori da quattordici sindaci della provincia di Caserta.

Il lavoro non può finire hanno ribadito le istituzioni casertane, bisogna intervenire per tutelare la classe degli operai.

In occasione della festa  del  primo maggio quattordici sindaci del capoluogo casertano hanno espresso il loro dissenso alla regione Campania,  sulla situazione delle politiche attive, i  comuni sono:  Caserta,  Aversa, Carinaro, Casapesenna, Casaluce, Cesa, Frignano, Gricignano, Lusciano, Parete, San Cipriano,  Sant’Arpino, Succivo, Villa Literno, Villa di Briano. Questi comuni  si  sono uniti nel  chiedere una proroga dei progetti APU alla regione Campania a difesa del lavoro. Le Attività di Pubblica Utilità (APU) sono  in svolgimento presso i comuni con impiego di  migliaia di lavoratori in progetti di venti ore settimanali a seguito di avviso pubblico della Regione Campania finalizzato al finanziamento di percorsi lavorativi presso Pubbliche amministrazioni. I progetti  sono svolti da  lavoratori disoccupati ex precettori di ammortizzatori sociali ed ex percettori di sostegno al reddito, tutto ciò viene fatto  per favorire la loro permanenza nel mondo del lavoro. I sindaci hanno dichiarato di essere pronti a sostenere in questa battaglia tutta la classe dei lavoratori. Gli Apu, ribadiscono i lavoratori del Bacino di Crisi di Caserta garantiscono un sostegno transitorio, non è possibile che la Regione non possa più concedere la proroga. I lavoratori chiedono un piano di ricollocazione stabile, in modo da assicurare un reddito dignitoso alle proprie famiglie, questi progetti sono l’ancora di salvezza per noi ex percettori di sostegno al reddito, se tutto questo finirà ribadiscono i lavoratori, qui ci sarà la fine.  La Regione  con delibera di giunta regionale n.420 del 2016 ha  proceduto alla programmazione delle risorse per il piano di formazione – lavoro programmando  la spesa  per gli interventi a valere sull’asse 1 del POR Campania FSE 2014/2020.

L’ incontro di Sant’Arpino affermano ancora i lavoratori è stato positivo, i sindaci chiedono ad alta voce la proroga degli APU, per risolvere le emergenze all’interno degli organici comunali. Da ieri si è accesa la speranza, i comuni dichiarano gli operai hanno invitato completamente  la Regione a cambiare strada.  Insieme ai lavoratori i sindaci vogliono capire se ci sarà da parte della Regione, questa sacrosanta  sensibilità alla situazione del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> Ora vogliamo capire le azioni che verranno messe in campo affermano i sindaci, adesso basta davvero. Cari amministratori regionali  affermano ancora battaglieri  i quattordici sindaci  ci sono  1200 famiglie  che sono senza futuro. Siamo vergognosamente stufi di essere presi in giro. Non abbiamo dimenticato le  dichiarazioni del Governatore De Luca sulla possibilità di assumere fino a 180.000  lavoratori, tutto questo  risolverebbe il problema, quindi cosa aspettiamo ad agire.  Finiamola con la demagogia, svuotiamo  il Bacino con politiche di sviluppo, ma soprattutto mettiamo in campo la proroga per le politiche attive. Ora ci vogliono i fatti.  Questo è  la politica affermano i sindaci, che noi vogliamo, pretendiamo i fatti concreti per  risolvere sin da subito  i problemi della gente. Evitiamo che questi lavoratori possano trovarsi, alla scadenza del progetto di pubblica utilità, senza alcun reddito, per questo chiediamo un intervento della Regione  Campania finalizzato a reperire risorse economiche che consentano una proroga  dei progetti  APU attualmente in corso presso i comuni. Se vogliamo tenere accesi  i riflettori  su “Terra di Lavoro,”  mettiamo in campo tutte le forze necessarie,  perché non si può più parlare, ora è il momento di agire. Il Bacino di Crisi deve essere svuotato, questa dichiarazione fatta dai governi precedenti, non deve mai essere più dimenticata. Caserta deve rientrare nelle aree di crisi, ma soprattutto vorremmo capire concludono i sindaci dei quattordici comuni, se ci saranno interventi per Caserta, dopo la fine delle politiche attive. Il 9 maggio quindi,  si gioca una fetta importante per il futuro dei lavoratori casertani nella sede di Palazzo Santa Lucia.

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