Mar. Set 24th, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

SCANDALO CASAPESENNA. L’avvocato Taormina avanza la richiesta di scarcerazione

3 min read

CASAPESENNA. Nei prossimi giorni il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se concedere gli arresti domiciliari al parroco del Tempio di Casapesenna don Michele Barone, il sacerdote si trova in carcere  per l’accusa dei maltrattamenti nei confronti di tre ragazze una delle quali di 13 anni, che sarebbero state sottoposte ai riti di esorcismo, in quanto “possedute”.

Una storia che non ha una fine purtroppo, l’istanza è stata regolarmente avanzata dal legale Carlo Taormina, l’avvocato difende sia il parroco che i familiari della 13 enne: per i familiari l’avvocato avrebbe chiesto il pieno ritorno in “libertà”.

Le speranze però sono appese ad un filo sottilissimo,  appare assurdo che lo stesso gip che ha ordinato l’arresto possa firmare l’ordinanza richiesta da Taormina, proprio per questo motivo l’avvocato avrebbe presentato una richiesta al Tribunale del Riesame: si attende ancora la data dell’istanza per discutere sulla richiesta, ad oggi però non si conosce ancora la data prevista.

I contorni di questa storia sono molto tristi, alla base vi è una ignoranza sulla conoscenza della tematica che riguarda le pratiche dell’esorcismo da parte dei genitori della 13 enne. Come spesso accade, dove c’è dolore, ma soprattutto ignoranza  c’è business. Finti esorcisti,  finti preti, presunti guaritori e sedicenti profeti promettono “miracoli” in cambio di offerte più o meno volontarie. Si prospetta quindi un lavoro difficile per la Procura, oggi bisogna avere i mezzi  per ostacolare tutti questi tentativi, la Chiesa non può far cadere ogni tentativo cade nel vuoto. Perché accanto all’esorcismo vero e proprio esistono le cosiddette messe e preghiere di guarigione e liberazione  che chiunque, anche un laico, può condurre. Sono pratiche diffuse, ma svolte in modo improprio: i laici non possono, ad esempio, imporre le mani, alitare sul volto delle persone o fare benedizioni. Ci vuole massimo controllo, la storia di Casapesenna non può essere archiviata dal Vaticano, così si allontanano definitivamente i giovani dalla Chiesa. Sulla vicenda di don Barone troppi sono i fatti che si incrociano: c’è quello delle violenze che sarebbero state fatte  dal sacerdote sulle presunte vittime, e quello dell’autorizzazione che la Diocesi di Aversa avrebbe dato a don Barone per praticare questi riti purificatori. La difesa ribadisce la piena conoscenza del vescovo su questi riti, ma soprattutto afferma che il vescovo sapeva quotidianamente di tutte le pratiche di guarigione che venivano svolte sulla ragazza di 13 anni. Una strada molto complicata per il proseguimento delle indagini, intanto don Vittorio Cumerlato ha chiuso su richiesta della Diocesi, la Cappella della Madonella il luogo dove secondo le vittime avvenivano gli incontri sessuali tra don Barone e le ragazze da lui soggiogate.

SCANDALO CASAPESENNA. I genitori affermano nel primo interrogatorio, la conoscenza dei riti esorcisti da parte della Diocesi di Aversa

Sessa Aurunca. I riti della Settimana Santa, mercoledì 23 marzo la manifestazione

Open