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Sessa Aurunca/Cellole. C.A.B il dramma che non conosce fine. L’inchiesta

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Il dramma del Consorzio Aurunco di Bonifica sembra non assopirsi. Trascorrono I giorni, aumentano i debiti, e gli stipendi somigliano sempre più a delle chimere. Quello che più interessa in questo momento, sono le risposte che la politica può offrire al fine di scongiurare ulteriori danni alle tante famiglie che vivono in condizioni economiche gravose, e soprattutto per scongiurare un dissesto idrogeologico del territorio durante la stagione delle piogge.

LA PROPOSTA

Una proposta a dire il vero è stata formulata. Parliamo dell’Ottobre 2017 quando I due commissari, Maisto e Testa proposero di liquidare definitivamente l’ente ed accorparlo infine al Consorzio del Bacino Inferiore del Volturno. Una scelta questa, che sostanzialmente viene appoggiata anche dai lavoratori stessi, visto che il Consorzio che ha sede a Caserta recentemente ha azzerato tutti gli stipendi arretrati, mentre a Sessa si è giunti addirittura alla quarantunesima mensilità da riscuotere. A onor del vero bisogna dire che nonostante il Consorzio del Volturno abbia azzerato gli stipendi, non versa in condizioni economiche limpidissime visto i tanti debiti che continua a contrarre a causa soprattutto dell’evasione. Ma è pur vero, che riesce a pagare gli stipendi, notizia questa di vitale importanza per i tanti lavoratori del C.A.B. L’accorpamento però farebbe perdere a Sessa Aurunca un importante esclusiva. Di fatti, il C.A.B. è un Consorzio che si sviluppa soltanto su cinque comuni, mentre il Consorzio del Volturno, ne comprende oltre novanta, con alcuni comuni che hanno un importantissimo impatto demografico (Giugliano,Aversa, ecc). A questo, si aggiunge anche il fatto che potrebbe esserci un esubero di dipendenti, e qualcuno a Sessa potrebbe essere messo da parte in un eventuale piano di riassetto. Ultimo dettaglio, da non trascurare, riguarda l’importanza che avranno i territori aurunci all’interno del nuovo maxi Consorzio del Volturno: essendo in netta minoranza, sarà più difficile far sentire la propria voce.

L’IMPASSE POLITICO

La proposta dei due commissari, ad oggi, sembra essere la più credibile. Anzi, è l’unica proposta che è stata avanzata dalla politica in quattro anni di crisi. Eppure da Ottobre questa manovra non è ancora decollata a causa di uno blocco in Regione per delle presunte perplessità di una parte politica: Ma facciamo un passo indietro. A luglio Alfieri, consigliere personale di De Luca con delega all’agricoltura, chiese a Gennaro Oliviero Consigliere Regionale, Presidente della commissione ambiente e sessano di nascita e di adozione, di spendere un nome per la successione dell’allora dimissionario commissario Carotenuto. Bene, Oliviero non proferì parola a riguardo, forse per paura di un possibile fallimento che gli sarebbe costato caro durante la sua futura campagna elettorale. Così, Alfieri decise di affidare l’Ente a Maisto che è anche commissario del Consorzio del Volturno, e all’Avv. Testa. Elemento da non trascurare, in questa vicenda, è la grande vicinanza che lega Maisto a Stefano Graziano, Presidente regionale del PD e rivale di Gennaro Oliviero. Il blocco di questa manovra può derivare anche da questo ostracismo messo in piedi dal consigliere aurunco, che sentendo vicino il richiamo delle elezioni sta provando il tutto per tutto al fine di salvare il salvabile, pur di mettere il “cappello” finale su questa assurda vicenda.

Per l’On Oliviero questi sono giorni frenetici, perchè dopo tre legislature in regione è obbligatorio il salto in Parlamento e sta cercando in tutti i modi di sedersi nella maniera più comoda possibile. Le cronache hanno ampiamente raccontato del suo possibile balzo nella lista di Liberi e Uguali capitanata dall’ex presidente del Senato Piero Grasso: notizia, questa, che ha fatto letteralmente imbufalire i vertici del partito locale che non vedono di buon occhio il trasformismo continuo del Consigliere. Oliviero sta cercando il primo posto nella lista per il proporzionale che significherebbe per lui il posto sicuro in Parlamento. Mentre all’interno del PD ci sono tanti “galli che attendono l’alba”, all’interno di Liberi e Uguali il peso politico di Oliviero (16.000 voti) potrebbe fare veramente la differenza. Ragion per cui, Grasso nella visita che farà a Caserta, probabilmente non farà il salto previsto a Sessa per un saluto ai vertici del Partito locale, proprio per evitare un possibile scontro.

La palla a questo punto passa a Fulvio Bonavitacola, l’alter ego di Vincenzo De Luca. Il Vicepresidente della giunta regionale e Assessore all’ambiente però, è molto vicino all’onorevole Oliviero, ragion per cui, ad oggi persiste questo stallo amministrativo.

I DEBITI E IL PERICOLO

Ad oggi il Consorzio Aurunco di Bonifica è sull’orlo del collasso. Già la linea telefonica a marzo dello scorso anno è stata staccata, inoltre esiste un debito con ENEL di circa 10 milioni di euro. È notizia di qualche giorno fa di una bolletta di ENIGAS da 27.000 euro. La situazione è veramente surreale, anche perchè i lavoratori continuano a far funzionare i macchinari che servono al prosciugamento dei pantani. Come se non bastasse, da qualche giorno è stato affisso un avviso davanti la struttura principale del C.A.B a Sessa Aurunca.

Su tale avviso c’era scritto : << A causa della paralisi amministrativa e contabile del Consorzio Aurunco di Bonifica, tutte le attività istituzionali sono sospese per impossibilità materiale del personale ad eseguirle. Pertanto, si invitano gli utenti ad esercitare il proprio diritto di autotutela nei modi indicati negli avvisi di pagamento da essi ricevuti. Scusandoci per il disagio arrecato, il personale del Consorzio ringrazia per la comprensione>>. Questo avviso è stato messo perchè decine e decine di persone stanno ricevendo avvisi di riscossione coattiva da parte di EQUITALIA e GEFIL per il recupero dei canoni arretrati. Siccome, però, parecchie persone hanno già provveduto a pagare e il Consorzio ha i terminali bloccati, non si possono fare gli sgravi degli avvisi, e tutti sono sul piede di guerra. Una situazione di tutti contro tutti, mentre chi potrebbe fare qualcosa, non fa, speculando ancora e facendo politica sulle spalle dei lavoratori.

Le attività del Consorzio ai fini dell’assetto idrogeologico sono importantissime. A Castelvolturno qualche anno fa, durante una situazione analoga di crisi, i lavoratori bloccarono i quadri generali e tutta la piana del Volturno fu inondata. Il pericolo allagamenti è dietro l’angolo, anche perchè i canali di scolo ormai sono intasati e non più fluidi e si sta veramente rischiando grosso. Inoltre dei tre impianti che tutt’ora sono in funzione ( quello vicino al Parco Svedese, quello di punta a fiume e quello di Pietre Bianche) ce n’è uno che viene avviato addirittura con una mazza di legno perchè versa in condizioni critiche dal punto di vista della sicurezza per gli operatori.

Al consorzio di Latina, pochi mesi fa successe una situazione analoga. Il troppo voltaggio e la non sicurezza degli impianti fece si che un idrovorista venne fulminato e di conseguenza gli costò l’amputazione di un braccio.

Siamo veramente ai limiti della follia.

Operai che mettono a repentaglio la propria vita pur di portare avanti il proprio lavoro e per assicurare l’assetto idrogeologico a tutto il territorio. Ad oggi, si attende una risposta dalla politica che tarda ad arrivare. Si cammina su un sottile filo, in balia di venti e tormente. La gente è stanca. Vuole ciò che gli spetta di diritto. E su una cosa siamo tutti certi: Sessa Aurunca in questa storia ha veramente perso tanto.

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