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Vairano Patenora. Liceo Leonardo da Vinci, attualità e fascino del mondo antico

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VAIRANO PATENORA. Giovedì p.v. farà il suo esordio sul grande schermo il film Il Primo Re di M. Rovere incentrato sulla fondazione di Roma e sul rapporto dialettico tra Romolo e Remo.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che come lingua originale sia stato scelto il protolatino ovvero il latino delle origini dell’Urbe.

Nell’era digitale, in una cinematografia dominata dall’uso di nuove tecnologie, da effetti speciali e da ricerca spasmodica del consenso a fini commerciali, la scelta dei dialoghi sembra quantomeno controcorrente, se non apparentemente folle. I precedenti sono quasi inesistenti e viene in mente solo l’ultimo esperimento simile ossia The Passion di M. Gibson, che sbancò i botteghini. Ma stavolta la produzione è italo-belga ed incuriosisce il fatto che sia stata intrapresa la strada più difficile, per tentare di rilanciare un genere non nuovo come colossal, che fonde azione, mito e storia.

È evidente che F. Gravino, F. Manieri e lo stesso Rovere nello scrivere la sceneggiatura ricavata da un loro stesso soggetto abbiano dovuto avvalersi della consulenza di specialisti, in primis di. linguisti e storici. Un discorso analogo vale per le scenografie, il trucco, i costumi e le musiche. Anche in questi casi l’apporto di esperti del mondo antico è stato imprescindibile.

In tal senso, viene da chiedersi perché i produttori, la casa di produzione (tra cui la Rai) e la 01 Distribution abbiano investito tempo e danaro in un’impresa del genere. La risposta più semplice è che in un mondo cinematografico saturo non si potesse non pensare a sentieri non battuti, come il buon Callimaco suggeriva illo tempore.

In questa ottica, l’attualità e l’utilità delle humanae litteraeanche nel terzo millennio sembrano lapalissiane. Possiamo sforzarci quanto vogliamo di incentrare studi e formazione sulle TIC, ma i contenuti restano importanti e spesso la stessa forma (si consideri l’uso della lingua ne Il Primo Re) è contenuto.

Non stupisce allora il crescente successo in Italia dei metodi di apprendimento attivo delle lingue antiche. L’esperienza positiva della Rete Ørberg Campania dei lavoratori della conoscenza lo dimostra. Il latino ed il greco sono concepiti come ‘lessici grammaticalizzati’, secondo le teorie del lexical approach. Tale approccio è in uso dal 2016 anche nel Liceo Leonardo da Vinci di Vairano Patenora/Scalo e ha favorito la messinscena di ben sei spettacoli in lingua italiana, latina e greca presentati a festival nazionali ed internazionali, raccogliendo consensi e ben tre premi a Palinuro ed Altamura nel 2018.

Il recente lancio del Liceo Classico Teatrale a Vairano – caldeggiato e sostenuto dalla D.s. A. Sapone – intende  proprio proseguire questa feconda esperienza e guarda a possibili sbocchi nel settore del teatro/cinema, dei BB.CC: e della comunicazione, nella consapevolezza che – come asseriva B. Munari – “l’arte è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi”.

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