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Amazon: operai controllati da bracciali elettronici

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Un tempo erano messi ai polsi degli schiavi romani per evitare che fuggissero. Ai gladiatori per costringerle a mani solerti. Oppure ai piedi dei carcerati del Minnesota. Ma c’erano modelli anche di tipo ornamentale. Ne facevano e ne fanno uso sia regine che donne del popolo, ragazze e donne adulte. Sembrerà strano, ma il braccialetto è qualcosa che, negli ultimi tempi, è tornato alla ribalta delle cronache. Non per le sue caratteristiche estetiche, ma semplicemente perché una ditta, o meglio un colosso commerciale figlia fagocitante partorita dalla più liberista delle globalizzazioni, ha deciso di fornire (obbligare), ai propri dipendenti, un braccialetto elettronico, che controlli posizione e gestualità. Esatto. Non sto scherzando. Questo ci fa inevitabilmente venire in mente tutta una serie di circostanze di “controllo e perversione”, degne del miglior capitolo del libro di Orwell, 1984. “Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro ed inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità”. Queste le lapidarie (in ogni senso) parole del colosso delle vendite on-line. Da Seattle è solo questo che per il momento ci fanno sapere. In patria, oltre all’indignazione, ovvia e aspettata, dei vari sindacati e delle fazioni politiche che dovrebbero essere “vicine” ai lavoratori (tutti, sempre, e non a intermittenza o secondo convenienza), c’è stata la “reazione” del ministro “che ama il calcetto” Poletti. Il ministro del lavoro ha infatti affermato che “nel nostro paese c’è una regolazione per legge di tutti gli strumenti che ipoteticamente consentono i controlli a distanza. Se un’azienda intende utilizzare uno strumento con queste caratteristiche deve farlo nel rispetto della legge: ossia avere l’accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l’autorizzazione al ministero”. A volte dire tutto, equivale a dire niente. Come in questo caso. Intanto che qualcuno impugni articoli, cavilli e sentenze nazionali e non,  speculando sulla “speculatio”, un mio amico che lavora all’amazon ha detto che, se proprio deve mettere il braccialetto, lo preferirebbe di colore rosso.

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