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Caserta. Musica originale e inedita: si attende l’uscita del primo album della band casertana Cleavage Lines

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Caserta. Grande attesa per l’uscita del primo album della band Cleavage Lines, un gruppo musicale casertano che da circa un anno produce musica inedita.

La band è formata da musicisti professionisti e di alto livello quali: Rita Di Pietro, Luigi Alfonso Tamburrino, Francesco Pio Ciccone, Daniele Chianese e Isabella Ida Mazzei.

Caserta. Una delle band casertane più originali quella dei Cleavage Lines, il gruppo musicale formatosi dall’incontro dei due fondatori Luigi Alfonso Tamburrino, chitarrista, e Rita Di Pietro, cantante. I due fondatori fin dal primo incontro si accorgono di poter creare qualcosa di originale e fuori dal comune non solo per la passione musicale, ma anche per il forte interesse verso la psicologia che rappresenta il fulcro dei brani. I due artisti, infatti psicologi, fin dalle prime collaborazioni hanno voluto descrivere nei loro pezzi la fragilità dell’essere umano nella speranza che ogni ascoltatore potesse riacquistare la forza perduta. Un tipo di musica che trova il suo pieno completamento soprattutto con la formazione giusta dei componenti, quella attuale: con Francesco Ciccone, Daniele Chianese e Isabella Mazzei gli ideatori del gruppo trovano finalmente musicisti che hanno l’intento di dare voce ai brani, alle esperienze che ognuno di noi può vivere. Tutti i brani hanno un ritmo solido e arrangiamenti eccezionali con un risultato unico sia per le tonalità musicali che per il contenuto fatto di storie particolari, drammi, lutti e fallimenti, ma anche tanta forza e tanto coraggio, quel coraggio che tutti noi dobbiamo tirare fuori per affrontare le incertezze della vita.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare la cantante Rita Di Pietro.

  1. Com’è nata la passione per la musica?

Ho sempre avuto la passione per la musica, da quando ero in fasce. Da piccola non riuscivo a dormire se mia madre non accendeva almeno la radio. Nel periodo del liceo si sviluppa in me una forte passione per il rock e il grunge, soprattutto per l’influenza di mio fratello. Poi in occasione di una festa al liceo nasce questo gruppo di compagni di classe, ma avevamo bisogno di un bassista e quindi il nostro batterista ci propone Luigi Tamburrino. Abbiamo fatto diverse cover insieme, poi ci siamo fidanzati, dalla musica è nato l’amore e la voglia di condividere un progetto professionale comune. Il progetto di inediti doveva legare le due passioni: musica e psicologia essendo entrambi psicologi.

  • 2. A quali eventi vorreste partecipare?

Abbiamo intenzione di partecipare a vari contest e di proporci in alcuni locali per musica inedita dove ci sia un’attenzione particolare all’ascolto reale della musica poiché oggi sono molto seguite le cover band. Le cover, infatti, richiedono poco impegno personale nella comprensione del brano. Naturalmente abbiamo intenzione di partecipare anche a molti Festival.

  • 3. Quali sono gli obiettivi per il futuro?

L’obiettivo principale è la promozione del primo album che è stato registrato a marzo e che uscirà ad ottobre accompagnato dal video del singolo Freedom la cui anteprima è già su youtube. L’album si chiama “Lonely in this cage” ovvero “solo in questa gabbia”. Abbiamo scelto questo nome perché legava tutti i testi delle canzoni in una sorta di concept album. Ogni nostra canzone ha come tema principale quello di essere bloccati in situazioni che sembrano senza uscita. Nei testi incontriamo, infatti, protagonisti prigionieri ad esempio delle loro solitudini digitali, della loro incapacità di dare una direzione definita alla loro esistenza, di affrontare lutti e amori falliti, quindi situazioni frustranti per la maggior parte di noi. Qui entra in gioco la parte psicologica e terapeutica. Infatti, grazie ad una guidata introspezione alla fine il protagonista riesce ad emergere da questo blocco e a trovare una soluzione ai suoi problemi. In questa evoluzione dei testi si mette in evidenza il legame musica/psicologia.”

  • 4. Per quale motivo la vostra musica è in lingua inglese?

Per una maggiore musicalità legata al genere e anche per avere una risonanza che non sia legata solo all’Italia. Così i testi possono essere compresi da persone di ogni nazionalità”.

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