• Mar. Ago 16th, 2022

Sessana scatenata sul mercato: presi Dino Fava e Giacomo Polverino

SESSA AURUNCA (di Genesio Tortolano). Il club gialloblù della Sessana è letteralmente scatenato sul mercato  in questa torridissima ed afosissima estate caratterizzata da temperature record, visto che la colonnina di mercurio ha toccato vette altissime. Il grande colpo, esploso dal ds Carlo Di Vico era nell’area ma ora è divenuto realtà con tutti i crismi dell’ufficialità, parliamo dell’ingaggio dell’espertissimo bomber Dino Fava Passaro. Un graditissimo ritorno in casacca gialloblù dove aveva militato in passato, un highlander del calcio che, grazie alle sue performance ad altissimo livello sui rettangoli di gioco e sui relativi manti erbosi, ha lasciato un’ impronta visibile, marchiando a fuoco una luminosa carriera calcistica che come è noto lo ha visto arrampicarsi sulle vette più elevate e cioè nell’Olimpo dorato della serie A ,calcando i campi con indosso la maglia del sodalizio bianconero dell’Udinese del lungimirante e munifico, nonchè competentissimo patron Giampaolo Pozzo. Sulla panchina friulana era seduto in qualità di tecnico, il toscanaccio di Certaldo Luciano Spalletti, attuale timoniere del sodalizio azzurro del Napoli, presieduto dal vulcanico Aurelio De Laurentis. La carriera di Dino Fava parla da sola ed i risultati conseguiti che gli hanno permesso di guadagnarsi popolarità a suon di reti avversarie gonfiate, sono il frutto del sacrificio, unito alla costanza, umiltà e passione, oltre al divertimento e alla  abnegazione nei riguardi di questo magnifico sport che tiene incollati per seguire le sorti della propria squadra del cuore sia in ambito nazionale che cittadino grazie alle sue vicende sia milioni di appassioni e tifosi che un nutrito gruppo di spettatori in chiave più strettamente locale. Per la cronaca, ricordiamo tra le sue pagine più belle scritte dal prolifico attaccante aurunco che si serba di conservare gelosamente nello scrigno dei propri ricordi e della memoria passata tramite l’ascolto delle dolci note quelle della massima competizione di respiro europeo e cioe’ la Champions League, disputata con il bianconero dell’Udinese indosso. Per la cronaca con la maglia dell’Udinese nella massima serie calcistica, ha disputato due stagione dal 2003 al 2005, collezionando 66 presenze e 19 reti all’attivo. Prima di approdare nella città di Udine, nel campionato 2002 – 2003, nell’ultimo giorno di mercato, giunge alla Triestina alla corte di mister Ezio Rossi, ex baluardo, nonchè roccioso difensore centrale del sodalizio granata del Torino dei verdissimi anni ottanta, dove sempre in terra friulana con il team rosso alabardato si è imposto disputando una grande stagione. I numeri sciorinati nella città del capoluogo friulano e giuliano famosa per le impetuose raffiche dalla dirompente onda d’urto e cioè la Bora vento assaporato e gustato dalla punta aurunca ha vissuto un’intensissima annata, condita da ben 22 centri in 38 partite che lo portarono ad un passo dal titolo di capocannoniere del campionato, conquistato da Igor Protti con 23 marcature e che vestiva la casacca amaranto del sodalizio labronico toscano del Livorno . In quel campionato, disputato nella serie cadetta, si mostrò quale cecchino infallibile ed implacabile nelle gare disputate tra le mura del fortino amico dove realizzò ben 20 reti, divenendo un’assoluta sentenza per i portieri avversari e trascinando la squadra verso la disputa di un brillantissima stagione, divenendo l’idolo indiscusso  della torcida triestina nel catino ribollente di enorme entusiasmo dello stadio Nereo Rocco, intitolato alla memoria dell’illustre concittadino e celeberrimo allenatore all’apparenza dal carattere burbero al secolo conosciuto con l’appellativo di “Paron “che prima fu alla guida della compagine biancoscudata del Padova che disputava gli incontri nel mitico e storico stadio “Appiani” e poi divenne tecnico del diavolo rossonero del Milan, squadra con la quale vinse scudetti Coppe Dei Campioni e Coppe Intercontinentali. Quest’ultima squadra era capitanata da Gianni Rivera per il quale il mitico cronista sportivo il compianto Gianni Brera coniò l’appellativo di abatino celebrandone le doti tecniche, ma evidenziando la carente struttura fisica. Ritornando alla fertilissima annata sul piano numerico di Trieste di Fava, due soltanto furono le reti messe a segno dall’attaccante sessano in trasferta e per la precisione quella contro il team del Catania nel tempio “dell’Angelo Massimino, un vero e proprio mito per il popolo della città etnea e dei colori rossoazzurri incastonata sulle pedinci del vulcano di fede calcistica, personaggio istrionico e per alcuni versi controverso che appariva estrapolato dalla penna dei migliori poeti siciliani come Leonardo Sciascia. L’altro goal firmato allo stadio ” Del Duca ” contro i bianconeri dell’Ascoli nell’ultima giornata. In quella stagione i marchigiani per dovere di cronaca furono la vittima preferita e sacrificale del bomber, poichè contro quest’ultimi all’andata nel match casalingo gli aveva rifilato una brillante tripletta e che consentì alla truppa friulana di issarsi in vetta alla classifica conquistando il titolo di campione d’inverno. Tra le altre marcature siglate spicca una nella manifestazione tricolore della Coppa Italia realizzata allo stadio  “Olimpico” contro i giallorossi della Roma allenati da Fabio Capello. 

L’altro colpo ufficializzato nel contempo in giornata dalla squadra gialloblù della Sessana, è il forte centrale di difesa Giacomo Polverino classe 87 elemento di notevolissima affidabilità e provata esperienza che in passato ha difeso i colori blù e bianco indossando la maglia del Neapolis biancoazzurra dell’Arzanese in entrambe le circostanze nel campionato di serie C. Nel suo vasto bagaglio emergono militanze in piazze importanti sotto il profilo del bacino d’utenza e non solo come Torre Del Greco, vestendo la casacca della formazione biancorossa corallina della Turris ed inoltre ha indossato la divisa granata dell’Ercolanese. Tale rinforzo di assoluto spessore, è già pronto per essere uno dei pilastri della squadra ed in particolare dell’impalcatura difensiva che deve ergersi su basi solidissime e granitiche del sodalizio aurunco del ds Carlo Di Vico e guidato da mister Marco Incoronato.     

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