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Pietramelara. Riequilibrio finanziario, la relazione della minoranza

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Ecco l’intervento della minoranza consiliare nella seduta del Consiglio Comunale del 18 giugno

L’assise si è svolta ieri

PIETRAMELARA. Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio Comunale a Pietramelara. All’ordine del giorno c’era la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (art. 243 bis d.lgs. 267/2000).

“Invitiamo ad una lettura “serena e approfondita” dell’intervento al fine di farsi una propria idea e non farsi fuorviare da dichiarazioni estemporanee o interpretazioni giornalistiche spesso “orientate” dichiara il gruppo di opposizione.

La relazione:

Signori colleghi ,

il proposto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario ex art.243 bis TUEL è la diretta conseguenza delle risultanze della delibera di approvazione del Rendiconto 2018.

Ribadiamo anche in questa sede, serenamente ma con fermezza, quanto abbiamo già avuto modo di rappresentare nelle varie occasioni, in cui questo civico consesso si è trovato a discutere ed approvare i documenti contabili e di indirizzo dell’Ente.

Ad iniziare dall’assestamento del bilancio 2017, passando per il rendiconto 2017, passando per le plurime delibere di approvazione, variazione e riapprovazione in seguito all’annullamento da parte del Tar Campania del bilancio di previsione 2018, per la delibera di riconoscimento debiti fuori bilancio del novembre 2018 fino a finire alle ultime riguardanti il bilancio di previsione 2019 ed il rendiconto 2018.

Fin dall’inizio, abbiamo avuto modo di denunciare un approccio inadeguato e pericoloso della, allora, neo amministrazione che fin dall’insediamento ha dato l’impressione di applicarsi per la ricerca ostinata di un colpevole o di un caprio espiatorio, piuttosto che adoperarsi alla ricerca di soluzioni alle difficoltà contabili/finanziarie che, tra l’altro, sono comuni alla maggior parte degli enti locali italiani.

Fin dall’inizio, vi è stata rappresentata la necessità, improrogabile, di migliorare la capacità di incasso dei tributi e delle altre entrate comunali, dando seguito alle azioni già predisposte dalla passata amministrazione, ribadendo che era l’unica attività realmente in grado di alleviare le difficoltà di cassa del comune.

Invece ci si è nascosti ostinatamente dietro al dito della mancata conoscenza del reale stato contabile/patrimoniale dell’ente e si è argomentata tale tesi con una difficoltà di reperire la documentazione sparita chissà dove.

Una tesi autogiustificativa che, però, qualunque cittadino attento  giudica debole di fronte al fatto che da anni ormai, esiste la pubblicazione elettronica degli atti, vige l’obbligo della fatturazione elettronica, la gestione contabile e finanziaria avviene attraverso software, per cui reperire la documentazione principale ed ufficiale dell’ente, non dovrebbe essere difficoltoso da qualunque computer abilitato per chi volesse veramente farlo.

Tale argomentazione sarebbe stata magari valida per i primi mesi, ma non dopo oltre due anni dall’insediamento e dopo aver cambiato numerosi Responsabili del servizio finanziario.

Anche quest’ultima fattispecie, tra l’altro, impone dubbi sostanziali sull’efficacia di certe scelte politico/ amministrative di cui vi siete resi artefici.

Perché tanto tourn over? Trattasi di incapacità di individuare la risorsa umana adeguata, oppure di eccessive o divergenti punti di vista gestionali dell’Ente?

Perché al responsabile finanziario pro tempore, il cui mandato scadeva il 30 giugno 2018, è stato permesso di esercitare il ruolo fino al dicembre 2018 senza incarico, cercando poi cercato di sanare tale colpevole svista adottando una delibera di giunta postuma? Ora per allora! Non è forse questo un lampante esempio di superficialità?

Nel frattempo, però, tale Responsabile aveva adottato atti e provvedimenti aventi anche rilevanza esterna, come il ruolo di accertamento di tributi 2013, la cui potenziale  illegittimità espone l’Ente a potenziali gravi danni erariali.

Sicuramente si è trattato di errori gravi di questa amministrazione, tradottisi nella pratica in adempimenti spesso omessi, quasi sempre in ritardo, in alcuni casi sbagliati e con inevitabili ripercussioni negative sul  buon andamento gestionale dell’ente .

Un ente che ha una capacità di incasso dei tributi inferiore al 50 % ha un’unica palese strada maestra da percorrere, oltre al contenimento della spesa superflua:

Attivarsi il più celermente possibile per migliorare tale percentuale ma voi non lo avete fatto colpevolmente.

Invece, pur essendone a conoscenza, le vostre scelte sono andate fin dall’inizio nella direzione opposta, ostinatamente fino alla fine , quando nell’ultimo rendiconto abbiamo assistito ad una cancellazione imponente dei Residui attivi che registravano tali importi  in annualità non ancora raggiunte dalla prescrizione.

Il risultato contabile è stato un enorme disavanzo, quello pratico, sarà un aumento al massimo consentito per legge di tutte le aliquote e delle tariffe dei servizi a tutti i cittadini.

A pagarne le maggiori conseguenze, saranno principalmente quei cittadini che hanno sempre onorato i loro obblighi, e non quel 50% che non ha pagato con puntualità le tasse ed i tributi .

Oggi è chiaro a tutti che l’importante, per questa maggioranza, era crearsi un percorso per poter dire : non possiamo adempiere alle promesse elettorali per colpa altrui.

Noi a questo gioco non ci stiamo.

Il gruppo di minoranza “Il Campanile”

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